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Sono un senatore e se mi capitasse mi farei una canna (e non ho problemi a dirlo)

di Antonella Trentin
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Una dichiarazione spiazzante. Ma sincera. Mauro Bulgarelli è contrario a ogni dipendenza ma non agli spinelli. E qui ci spiega perché

Una dichiarazione spiazzante. Ma sincera. Mauro Bulgarelli è contrario a ogni dipendenza ma non agli spinelli. E qui ci spiega perché

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Mauro Bulgarelli, 52 anni, senatore dei Verdi, una moglie e due figlie, è tra i più quotati per numero di interpellanze, mozioni e disegni di legge presentati. Un politico serio, insomma. Eppure ammette che, in un momento di relax, durante una cena tra amici, gli potrebbe anche capitare di fumarsi uno spinello. In quel caso non avrebbe alcun imbarazzo a dirlo.

Neanche dopo lo scandalo sollevato dai giornalisti de Le Iene, che, con uno speciale tampone, hanno scoperto un deputato su tre positivo alla droga?

«Anzi, io sono un fan de Le Iene. Hanno realizzato una fantastica provocazione, che fa piazza pulita di molte ipocrisie».

Lei crede al risultato del test?

«Il campione è di soli 50 deputati, ma mi sembra attendibile. Le percentuali di consumo di stupefacenti in Italia non sono molto diverse. Il Parlamento è uno specchio del Paese, o no?».

I deputati beccati da Le Iene avevano fatto uso di cannabis o cocaina nelle 36 ore precedenti al tampone. E lei?

«La cocaina non so cosa sia. L'ultimo spinello l'ho fumato insieme a un gruppo di antiproibizionisti otto mesi fa, in un sit-in di protesta contro l'approvazione della legge Fini-Giovanardi».

Uno spinello di protesta non vale.

«Pazienza. Le canne me le facevo da giovane come molti della mia generazione. Poi, magari ho preferito bermi ogni tanto un bicchiere di vino».

Lei non pensa alle conseguenze delle sue dichiarazioni? Di lanciare un messaggio sbagliato a chi la legge sul nostro giornale? Oppure che la gente possa giudicarla al pari di un ex tossicodipendente?

«Se c'è una cosa che detesto, per cultura e formazione personale, è la dipendenza da qualcosa o qualcuno. Ma sono convinto che marijuana e hashish non creino dipendenza, né danni superiori al tabacco».

In Italia, però, i consumatori vengono puniti con sanzioni amministrative.

«Non solo. I recidivi pagano con il carcere, il ritiro dei documenti o l'invio in una comunità, magari solo per qualche spinello».

E allora?

«Ho presentato due disegni di legge per abolire la Fini-Giovanardi e autorizzare la vendita di droghe leggere».

Lei ha due figlie di 11 e 9 anni. Come reagirebbero se un giorno leggessero questo articolo?

«Non c'è bisogno che leggano niente per capire chi è il loro papà. Quando capiterà il discorso sulla droga, spiegherò la mia esperienza e come la penso».

E se un giorno scoprisse che loro fumano gli spinelli?

«Nessun dramma, ne parlerei. Ma sarei più tranquillo se finalmente l'uso della cannabis fosse depenalizzato».

Perché?

«Adesso chi vuole fumare hashish e marijuana deve ricorrere al mercato clandestino. Cioè agli spacciatori, spesso gli stessi che vendono anche cocaina ed eroina. Questo mi fa paura. È l'illegalità che crea un legame tra i diversi tipi di droga».

Qual è la morale che vuole trasmettere?

«Che la morale, appunto, non c'entra. Ma la salute, sì. Di alcol e fumo muoiono ogni anno migliaia di persone, di cannabis nemmeno una».

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