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L’Italia che vince nello sport

di Dario Pelizzari
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Roberta Vinci si regala la gioia più grande della sua carriera agli Us Open, mentre la nazionale di pallacanestro fa bella mostra di sé agli Europei di Berlino

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Roberta Vinci si regala la gioia più grande della sua carriera agli Us Open, mentre la nazionale di pallacanestro fa bella mostra di sé agli Europei di Berlino

Da New York a Berlino, sulla rotta del trionfo che fa volare alto lo sport italiano a spasso per il mondo. Sul cemento di Flunshing Meadows, sede e culla degli Us Open, uno dei quattro tornei di tennis più importanti del circuito internazionale, Roberta Vinci si regala la gioia più grande della sua carriera. La tennista pugliese supera nei quarti di finale la francese Kristina Mladenovic (6-3, 5-7, 6-4), numero 40 della classifica Wta, e sbarca per la prima volta nel singolare sul palcoscenico delle semifinali di un Grande Slam. Regina tra le regine, grandissima tra le grandissime. E poco importa se il suo cammino sui campi del Queens si fermerà al prossimo incontro, dove sarà chiamata a rispondere colpo su colpo ai missili terra-aria di Serena Williams, titolare delle ultime tre edizioni del torneo, una delle interpreti più forti di sempre della racchetta al femminile.

La Vinci ha già vinto la sua personalissima battaglia contro coloro che sostenevano non avesse più la forza di rimettersi in piedi dopo un 2014 da dimenticare e un 2015 carico di delusioni. Dalla fine del sodalizio meraviglioso con Sara Errani (storia del marzo scorso), che tanti trionfi aveva regalato al tennis italiano, erano stati infatti più i mugugni che i sorrisi: tante le sconfitte, poche le vittorie e un futuro che pareva già segnato. E invece, no. A 32 anni la piccola grande Roberta ha trovato dentro di sé le motivazioni per gridare forte la sua voglia matta di salire sul tetto di uno dei tornei più difficili della stagione. Da sola. Sola contro tutti. Per il giro di giostra probabilmente più bello e affascinante della sua vita.

Anche a Berlino sventola il tricolore. Nella capitale tedesca, domicilio del girone B degli Europei di pallacanestro maschile, la nazionale italiana guidata in panchina da Simone Pianigiani ha costretto alla resa una delle squadre più blasonate del continente, quella Spagna che non scende dal podio del torneo continentale dal 2007 e che annovera nelle sue file, tra gli altri, un campione con i fiocchi come Pau Gasol, stella della Nba a stelle e strisce. Il quintetto spagnolo tiene sotto l'Italia per venti minuti. Chiude il primo quarto con un punto di vantaggio e il secondo con due. La partita è apertissima e vibra di emozioni da un canestro all'altro. Gasol fa il fenomeno e gli azzurri rispondono in coro. Da Bargnani a Belinelli, da Gentile a Gallinari.

L'Italia delle meraviglie c'è e si vede. Gioca per vincere, gioca col cuore. Al rientro in campo dopo l'intervallo, la grande bellezza. Gli assi di casa nostra suonano il rock e mettono alle corde gli avversari con un basket che strizza l'occhio alle gare made in Usa. Il parziale del terzo quarto dice 31-18, Pianigiani indica la strada da seguire e il gruppo è con lui. La Spagna non ci sta e prova a reagire ma nella serata del tripudio tricolore c'è poco da fare. L'Italia vince 105-98 e cancella almeno in parte le incertezze mostrate contro la Turchia e l'Islanda nelle prime due partite del girone.

"È stata una partita importantissima - spiega Bargnani a fine incontro - Abbiamo giocato bene tutti, ognuno di noi ha fatto il suo con grande fiducia. Più che pressione c'era frustrazione perché avevamo giocato male. Però oggi abbiamo giocato al 100% e siamo riusciti a vincere. Siamo contenti ma dobbiamo cancellare tutto e pensare alla partita di domani contro la Germania". Cancellare e ricominciare. Fino alla fine. Senza esitazioni, senza paura.

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