Sono una buona idea i supermercati aperti 24 ore?

Credits: Corbis
/5
di

Silvia Pasqualotto

Da Milano a Massa Carrara, a Palermo. Si moltiplicano i punti vendita con orari non stop. Un modo per adeguarsi a nuove esigenze o uno spreco di denaro?

LA PAROLA AI LETTORI

60%SÌ PERCHÉ... @annamaria «Corro tutto il giorno tra gli impegni di lavoro e la famiglia. L’apertura prolungata dei negozi mi permette di fare la spesa quando voglio. E anche di vivere più rilassata». @alessia «Trovo anacronistico osservare gli orari “all’italiana”, che prevedono perfino la chiusura dei negozi per la pausa pranzo. Ormai i ritmi quotidiani sono sempre più veloci. Adattiamoci!».

40%NO PERCHÉ... @silvia «La nostra società è ormai basata sul consumismo e le aperture 24 ore su 24, per me superflue, lo dimostrano. Ma a forza di incentivare il valore dell’avere, ci dimentichiamo quello dell’essere». @donatella «Non vedo perché costringere i dipendenti dei supermercati a lavorare di notte. Chi non ha tempo per fare la spesa può già contare sui negozi online e i ristoranti take away».

ITALO PICCOLI docente di Sociologia dei consumi all’università Cattolica di Milano

« Da anni si dice che le città andrebbero rivitalizzate tenendo i musei aperti fino al mattino e prolungando l’orario dei mezzi pubblici. Allora perché non poter fare anche la spesa di notte? A New York è una cosa normale. E a Roma e Milano gli esperimenti di aperture prolungate sono stati graditi dai clienti. Ormai non esiste più una rigida divisione tra i vari momenti della giornata: bisogna gradualmente adattarsi a questo cambiamento sociale».

I disagi per i dipendenti sono pochi  «Tenere un supermercato aperto di notte non implica grossi cambiamenti per chi ci lavora. Già adesso alcuni dipendenti sono operativi alle 4 di mattina, per ricevere i rifornimenti e sistemare la merce. Da questo punto di vista, quindi, il prolungamento dell’orario non comporterebbe una totale riorganizzazione del personale, ma solo qualche integrazione».

STEFANO ZAMAGNI docente di Economia all’università di Bologna

«I supermercati non stop dimostrano come il consumismo stravolga le nostre vite. Le grandi catene si curano del loro profitto più che delle conseguenze sulla vita e sulla salute delle persone. Lavorare di notte allontana i dipendenti dalle famiglie. Senza contare i problemi per chi risiede vicino a questi punti vendita: l’apertura notturna aumenta il rischio di furti, perciò servono maggiori controlli di polizia, con costi che ricadono su tutti i cittadini».

Il guadagno per i negozi è basso «L’orario continuo dovrebbe servire a mantenere alto il livello dei consumi. Ma gli acquisti nella grande distribuzione sono in calo: -0,7% nel 2014, secondo Coldiretti. L’effetto delle “24 ore” è perciò un aumento dei costi non compensato dai ricavi. Inoltre, queste iniziative non nascono dall’attenzione verso i consumatori, ma dalla necessità di reagire alla concorrenza dei negozi online».

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te