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Un video choc: i mitra contro una donna dolce e generosa. Il rapimento della Cantoni era stato quasi dimenticato. Ora dobbiamo sperare

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Due kalashnikov alle tempie. Una fanciulla velata, occhi fissi, costretta dalla violenza di due sgherri coperti da stracci come due mummie assassine. Il video, crudele, spaventoso, di Clementina Cantoni che si aspettava è arrivato sulle nostre tv e nelle nostre case domenica scorsa. In un certo senso ho detto, come molti, meno male. È viva. È il segno che stanno trattando.

Ho pensato a Clementina, sequestrata dal 16 maggio. A dove sarà. Al buco nero dove la tengono legata. Ai miseri pasti. Al suo terrore di ogni rumore, di ogni arrivo, che potrebbe significare per lei la fine. Ieri ho parlato con un'amica di Giuliana Sgrena. Mi ha detto che è ancora debole, segnata: la sua anima e le notti faticano a diventare alba. Quando torni dall'inferno alla vita, bruci ancora. Chissà quanto. Ma Giuliana era in Iraq, nel Paese che è il palcoscenico del mondo. Era la prima notizia dei Tg. La gente non poteva dimenticarla.

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Clementina è in Afghanistan, un Paese meno  "di moda", sospeso nel tempo e nella storia, dove fatti terribili accadono ancora, e pochi sanno. Dove la guerra non si è fermata e dove killer senza Dio ci hanno già ammazzato una dolce amica, Maria Grazia Cutuli, per una manciata di monete. Quando si parla di rapitori iracheni si pensa agli orchi dell'universo. I rapitori afgani non sono da meno. Mi avevano preso, con Emma Bonino, 6 anni fa. È durata un soffio: 8 ore, un'avventura ridicola in paragone a certi orrori. Ma il ricordo di come la nostra vita era nulla è ancora vivo. L'esistenza, per questi killer, è solo il rumore di una gola tagliata.

La miseria e la guerra sono scuole efferate di ferocia. Il nostro governo ha sempre lavorato con professionalità e generosità uniche. I due giornalisti francesi Chesnot e Malbrunot hanno subito un rapimento di quattro mesi; di Florence Aubenas non sappiamo più niente. Le due Simone e Giuliana, invece, sono tornate relativamente presto. Merito di chi ha condotto le trattative. Ma anche molto della gente. Degli italiani. Per Giuliana e per le due ragazze l'Italia si è mossa. Il loro rapimento è stato un evento, un dramma nazionale.

Per Clementina l'attenzione è più fragile. Terza o quarta notizia dei Tg. Come ha detto, il presidente Ciampi: "Non dimentichiamo Clementina. Non dimentichiamoci di una ragazza bella e giovane che ha scelto di andare ad aiutare i bambini, le donne e la gente di un Paese straniero che soffre". E soprattutto, come ha ribadito il sindaco di Roma Walter Veltroni, che per lei ha organizzato serate e sit in: "Non dimentichiamoci, in questa terra di individui soli e di egoismi, di chi dà e si dà al dolore degli altri. Non smettiamo di parlare, di scrivere, di aiutare Clementina a tornare".

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