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Troppe anoressiche in passerella: la denuncia dell’Aba

di Sara Sironi
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Scheletri ambulanti, perfetti come "attaccapanni" per gli abiti griffati: si riaccende la polemica sull'eccessiva magrezza delle modelle che distorce la percezione di sé nell'adolescenza (e sembra che i maschi non siano più invulnerabili)

Scheletri ambulanti, perfetti come "attaccapanni" per gli abiti griffati: si riaccende la polemica sull'eccessiva magrezza delle modelle che distorce la percezione di sé nell'adolescenza (e sembra che i maschi non siano più invulnerabili)

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Ancora troppe modelle anoressiche in passerella: la denuncia parte dall'Associazione per lo studio sull'anoressia e bulimia  (Aba) e da Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore alla salute del Comune di Milano.

"Nonostante le molte iniziative intraprese, come il Tavolo Moda e Salute, ho constatato che questa settimana stanno sfilando ancora modelle scheletriche, dei veri e propri attaccapanni. Sono ragazze che soffrono molto dal punto di vista fisico, che si infliggono punizioni spaventose pur di perdere peso: un pessimo esempio per le adolescenti"

Fabiola De Clercq, fondatrice ABA, ex anoressica e bulimica, è d'accordo con l'assessore e sottolinea la mancanza di una legge ad hoc e di risorse da investire nella prevenzione di queste patologie che spesso provocano amenorrea e disturbi riproduttivi: il "modello" proposto dalle passerelle è quello di un corpo infertile e gravemente ammalato.

"La fame dirompente e assoluta - la fame che le persone anoressiche tentano invano di cancellare per inseguire il mito radicale della magrezza (e che le persone bulimiche sperano invano di saziare divorando tutto) - è solo in apparenza rivolta al cibo. In realtà è un'insaziata fame d'amore, fame di rapporti autentici, fame di una vita più piena e più ricca di significato".

E la crisi esistenziale non sembra risparmiare più i ragazzi: in Inghilterra sono aumentati del 67% i casi di anoressia negli uomini dal 2003. Il fenomeno colpisce soprattutto tra i 12 e i 19 anni ed è in gran parte provocato dalla pressione sociale che abbina bellezza e magrezza.

 

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