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Perché non dobbiamo aver paura di Uber

di Alessandro Rimassa
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Non solo Uber. Anche Booking, Expedia, Tripadvisor: dai taxi agli hotel ai ristoranti, la concorrenza è online. Quale posizione prendere? Di sicuro all’innovazione non dobbiamo rispondere con la violenza o la conservazione, ma con ulteriore innovazione

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Non solo Uber. Anche Booking, Expedia, Tripadvisor: dai taxi agli hotel ai ristoranti, la concorrenza è online. Quale posizione prendere? Di sicuro all’innovazione non dobbiamo rispondere con la violenza o la conservazione, ma con ulteriore innovazione

I taxisti attaccano Uber, gli albergatori se la prendono con Booking ed Expedia e i ristoratori si scontrano con Tripadvisor: la concorrenza digitale  rivoluziona o ammazza l’economia? Nelle ultime settimane è andata in scena una  protesta che ha messo insieme in un unico calderone bombe carta, tavoli di  governo, autorità Antitrust e associazioni di categoria: tutti contro tutti, a  darsele di santa ragione. Con un neo: nessuno a preoccuparsi dei consumatori.  Nessuno a chiedersi se la rivoluzione digitale faccia bene o meno alle persone.

Dai taxi agli hotel, la concorrenza è online
Andiamo per ordine. Tripadvisor è il sito in cui gli utenti recensiscono ristoranti e hotel e che alcuni gestori ritengono telecomandato da falsi recensori, tanto che ora è stata aperta un’indagine dall’Antitrust. Sotto la lente anche Booking ed Expedia, servizi di  prenotazione alberghiera online.

Poi c’è Uber, l’app che permette di chiamare un’auto con conducente: a una tariffa di circa il 20% in più rispetto al taxi, il cliente ha un servizio con vettura di lusso e pagamento con carta di credito. I taxisti milanesi sostengono che questo non rispetti le normative e sono scesi  in piazza con scioperi selvaggi.

Ce l’avevano soprattutto con un servizio  particolare di Uber: Uberpop, che permetterebbe a tutti di usare la propria auto  per dare “passaggi” a pagamento ad altre persone. La protesta è finita dopo che  il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha dichiarato illecito l’uso di Uberpop.

Uber, presente in 80 città al mondo, ha avuto problemi a Bruxelles e a Berlino. E, dopo tante polemiche, a New York si è messa a offrire anche un servizio taxi. Ciò dimostra che la battaglia non deve essere contro la tecnologia, ma a favore di una innovazione che, rispettando alcune leggi e facendo sì che altre troppo  vecchie vengano modificate, agisca a favore dei cittadini.

Si vince solo con la forza di cambiare
La verità è una sola: per decidere se andare in un ristorante, questa sera apriremo Tripadvisor, poi prenoteremo online il nostro prossimo hotel e, se i taxi sciopereranno, continueranno ad arrivare 8 minuti dopo la chiamata anziché 4 e con 9-10 euro già caricati sopra, preferiremo Uber.

Come ha  twittato Neelie Kroes, commissario europeo per l’agenda digitale, nessuno sciopero «farà sparire la tecnologia». Perché all’innovazione non si risponde con la violenza o la conservazione. Ma sempre e solo con ulteriore innovazione.

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