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Un viaggio molto femminile

di Stella Pende
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Quattro politiche e la nostra giornalista, insieme in Cile. Donne molto diverse tra loro, riunite per festeggiare una donna speciale: Michelle Bachelet. Ma lì, tra emozioni, speranze e scambi di sms entusiasti, scoprono di non essere poi così lontane

Quattro politiche e la nostra giornalista, insieme in Cile. Donne molto diverse tra loro, riunite per festeggiare una donna speciale: Michelle Bachelet. Ma lì, tra emozioni, speranze e scambi di sms entusiasti, scoprono di non essere poi così lontane

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Il sogno di Michelle Bachelet, prima presidente del Sud America, è vero. Michelle, socialista e figlia di un generale torturato a morte nel ’73, è oggi la sintesi della nuova storia del Cile. Cile che vola. Un’emozione che diventa calamita  per le donne nel mondo. Anche per le italiane. Arrivano da Roma a Santiago Stefania Prestigiacomo, ministro delle Pari opportunità, e la deputata Ds Giovanna Melandri. Vicina a me in aereo trovo la vicepresidente dell’Internazionale socialista Pia Locatelli. Mi offre i suoi inviti e gli accrediti: «Tu devi lavorare». È la fata di Cenerentola o è l’effetto Bachelet? In albergo Giovanna corre già all’incontro con la comunità italiana insieme a Pasqualina Napolitano, deputata europea viva e forte.

Rosy Bindi ha dato buca. Così gli organizzatori hanno fatto una macedonia dei nostri due nomi, e i suoi inviti arrivano a me. Seppellita di carte che si annunciano così: Stella Rosy Pindi Hotel Majestic. Atterriamo nelle strade di Santiago. Il Cile è in festa. Questa donna l’ha voluta la gente. È la favola vera. Le ragazze sfoggiano la fascia tricolore. «Che meraviglia!» va cantando felice Pasqualina. Questa vittoria è un lapillo della nostra speranza. Di cambiare, di esserci. Nella residenza dell’ambasciata italiana siamo tutte allo stesso tavolo. Stefania e Giovanna sono da sempre diverse. Rivali. Oggi le vedo vicine. Forse il sogno della Bachelet dice che la vittoria delle donne può essere solo insieme. Si parla di come l’amore per i figli si moltiplica e non si divide mai. Di sera dopo il cocktail dal ministro degli Esteri tutte scappano. Silenziose. Ci ritroviamo al ristorante, vestitini abbandonati, tutte con il sacro blue jeans. Il discorso va alle quote rosa. «Abbiamo fatto male a non appoggiarla!» salta su Pia Locatelli, che allude alla battaglia della Prestigiacomo per avere più donne in Parlamento. Stefania si meraviglia. Giovanna obbietta, ma sa che la ministra è stata lasciata sola. Penso che le donne italiane non vincono troppo perché non sanno fare lobby.

Come i maschi. Eccoci alle elezioni. Chi farà la ministra a questo giro? Il giorno dopo Michelle giura. Siamo tutte sparse. Stefania nella sala d’onore. Giovanna nell’ex Parlamento. Io davanti allo schermo. Commozione potente. Ci scambiamo una pioggia di sms che attraversa l’etere e i nostri cuori. «Che emozione! Michelle aiuterà anche noi?». Qualunque sarà il destino del 9 aprile, abbiamo tutte preso appunti. Forse la Bachelet non vincerà solo in Cile.

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