del

Unioni civili: è una vittoria?

di Michela Murgia

La legge Cirinnà è arrivata al termine della sua avventura parlamentare, epurata del termine famiglia e della possibilità di adottare il figlio del proprio compagno gay. È un vero passo avanti? Se lo chiede qui la scrittrice Michela Murgia

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La legge Cirinnà è arrivata al termine della sua avventura parlamentare, epurata del termine famiglia e della possibilità di adottare il figlio del proprio compagno gay. È un vero passo avanti? Se lo chiede qui la scrittrice Michela Murgia

Michela Murgia
Un'opinione di

Michela Murgia

Nata in Sardegna, con il romanzo Accabadora (Einaudi, 2009), tradotto in più di 20 lingue, ha vinto...
La legge Cirinnà sulle unioni civili – o quello che ne resta dopo aver fatto tutti i compromessi possibili con chi era contrario a concedere uno statuto legale alle coppie omosessuali - è all’ultimo atto della sua avventura e apparentemente non corre più rischi. Il governo sulla sua approvazione ha messo la fiducia e nessuno ha intenzione di farlo cadere per una questione come questa.

La legge che passerà alla Camera è però una vittoria di Pirro: stroncato l’uso del termine famiglia, scartata l’equiparazione al matrimonio civile e stralciato il riconoscimento della condizione di figlio ai bambini delle famiglie arcobaleno, la legge formalizza proprio la disuguaglianza che doveva risolvere e può essere definita “passo avanti” solo perché più indietro di come eravamo non si poteva andare. In Francia le stesse norme erano legge dal 1999.


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