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Quante vite finiscono prigioniere dell’usura

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La crisi economica spinge tante persone, di ogni età e categoria, a indebitarsi fino a ritrovarsi nelle mani degli strozzini. Ma ci sono associazioni nate proprio per aiutare le vittime dell'usura a ribellarsi alle minacce e riconquistare la propria dignità

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La crisi economica spinge tante persone, di ogni età e categoria, a indebitarsi fino a ritrovarsi nelle mani degli strozzini. Ma ci sono associazioni nate proprio per aiutare le vittime dell'usura a ribellarsi alle minacce e riconquistare la propria dignità

 

Sul numero di Donna Moderna  in edicola si parla di usura perché la crisi economica le ha iniettato nuovo, prepotente vigore. Nell’articolo, firmato da Lucilla La Puma, parlano un imprenditore finito in mano agli strozzini e associazioni che, in tutta Italia, alle persone come lui danno sostegno.



 

L’articolo mi ha richiamato alla mente un ricordo di qualche tempo fa. Mi trovo con alcuni conoscenti in un ristorante sul lungomare di Pozzuoli, alla periferia di Napoli, in quella Campania che, con la Sicilia e la Puglia, è tra le Regioni più falcidiate dalla piaga dell'usura.

Al tavolo a fianco c’è una festa con tanti bambini. Mi colpisce una in particolare,  sui 6 anni agghindata con un abito lilla elegante che sa di nuovo e di costoso. Arrivano a prenderla i genitori e, dietro di me, sento dire: «È strano che si faccia vedere in giro anche lui" e mi viene specificato, con quella teatralità lessicale in cui i napoletani sono maestri, che «lui, il papà, è un fuggiasco». Di fronte al mio sguardo interrogativo ricevo la spiegazione: «Ha perso il lavoro e ha fatto debiti con tante persone, tutte sbagliate. Ora sta da parenti a Roma, qui lo si vede sempre più di rado. La moglie abita a Quarto con la figlia, ma da mesi non paga il mutuo né le spese condominiali. La bambina però vogliono che abbia tutto, che sembri una principessa».

Dopo poche settimane torno da quelle parti e il discorso scivola sulla bimba dall'abito lilla che sapeva di nuovo e di costoso: lei e la mamma non abitano più lì, la famiglia intera è ora in fuga...

Una storia di cui, testimone indiretta, riporto solo l’eco. Ma è emblematica: se finisci in mano agli strozzini, sia il prestasoldi di quartiere sia una finanziaria rispettosa in modo blando o nullo della legalità, cominci a correre. Corri perché ti inseguono i creditori di giorno e gli incubi la notte, corri perché ti illudi che ce la farai a trovare altri soldi e poi altri ancora in una corsa, sempre più affannosa senza via di uscita.

 


«Il nostro è un Paese in bilico  dove molti in poco tempo possono precipitare dalla povertà alla miseria al ricorso al prestito da strozzini: bastano una malattia, una separazione, un licenziamento, la cassa integrazione»



A parlare e' monsignor Alberto D’Urso, Segretario nazionale della Consulta Nazionale Antiusura che, attiva dal 1995 ha assistito 93.500 famiglie con prestiti di garanzia per circa 320 milioni di euro.




Oggi, soffocati dai debiti, ci sono anche i professionisti, avvocati, dentisti, architetti, prigionieri di un’immagine sociale che li vuole con uno stile di vita ormai non più sostenibile. E poi studenti, pensionati e casalinghe che prosciugano il portafogli alle slot machine… Al rischio usura ne' l'età ne' l'estrazione sociale oppongono più barriere.



La storia della bambina dall’abito lilla fa intravedere anche l’“indotto sociale” dell’usura, le vittime che non entrano in alcuna contabilità ufficiale ma che pagano un prezzo alto: i familiari che sono risucchiati nel vortice della paura, della fuga, del futuro mozzato. Se sei imprenditore il tuo indotto sociale possono essere anche i dipendenti a cui non dai più stipendio, che lasci a casa. Secondo i dati del Laboratorio di ricerca socioeconomica Università degli studi Link Campus University di Roma, aumentano i suicidi per motivi economici: in un anno è raddoppiato il numero di suicidi disoccupati  e 1 suicida  su 2 era imprenditore. E senza arrivare a questi drammi ci sono fenomeni striscianti pericolosi.
In documenti come la Relazione sulle attività del comitato di solidarietà vittime dell’estorsione e dell’usura del ministero dell’Interno, si parla di “femminilizzazione delle vittime nel mondo delle imprese”. Tradotto: donne che tentano strade di indipendenza economica e professionale, aprendo un negozio, un bar o un’altra attività sempre più spesso si trovano serrate dai debiti, dalle minacce…

 

Difficile per queste persone trovare la lucidità e il coraggio per ribellarsi, denunciare, chiedere aiuto. E, pur tra le mille difficoltà in cui operano, un aiuto concreto, psicologico, legale e anche economico, le associazioni antiusura possono darlo. L’elenco  completo, Regione per Regione, è a questo indirizzo del ministero dell'Interno.

Non basta un clic a un sito per risolvere un problema così gigantesco, ma può essere il primo passo per scoprire che una strada fuori dalla prigione dell'usura si può trovare.

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