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Vaccino obbligatorio per i bambini: cosa accadrà a scuola?

di Oscar Puntel
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Iscrizione a scuola solo per chi è in regola con le vaccinazioni obbligatorie: il ministero della Salute potrebbe ripristinare questa norma, abolita alla fine degli anni Novanta, dopo l'allarme sul calo delle vaccinazioni tra i bambini: 6 su 100 non sono coperti da quelle obbligatorie. Ma quindi i dirigenti scolastici potranno allontanare da scuola un bambino non in regola?

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Iscrizione a scuola solo per chi è in regola con le vaccinazioni obbligatorie: il ministero della Salute potrebbe ripristinare questa norma, abolita alla fine degli anni Novanta, dopo l'allarme sul calo delle vaccinazioni tra i bambini: 6 su 100 non sono coperti da quelle obbligatorie. Ma quindi i dirigenti scolastici potranno allontanare da scuola un bambino non in regola?

Iscrizione a scuola solo per chi è in regola con le vaccinazioni obbligatorie. Lo hanno stabilito gli assessori regionali alla Sanità. La decisione sarà discussa nel “Piano nazionale per la prevenzione vaccinale” e quasi sicuramente approvata in sede di Conferenza delle Regioni (e poi in quella Stato-Regioni), il 20 ottobre. Il Ministero della Salute si è detto favorevole: una misura necessaria per contrastare i dati appena diffusi sulle “coperture vaccinali”, cioè sul numero di bambini nati nel 2012 e coperti entro 24 mesi dal rischio di contrarre alcune malattie come poliomielite, tetano o difterite. Secondo questa statistica, in Italia, quasi 6 bambini su 100 non sono protetti dalle vaccinazioni previste per legge.

Sempre meno vaccinati. Sono obbligatorie, per tutti i nuovi nati, le vaccinazioni antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica, antiepatite virale B. Sono invece fortemente raccomandate quelle contro pertosse, infezioni da haemophilus influenzae b-Hib, morbillo-parotite-rosolia. Nonostante i vaccini siano tutti disponibili gratuitamente, per malattie come poliomielite, tetano, difterite, epatite B e pertosse, solo il 94,5% della popolazione pediatrica è coperto (due anni prima era appena sopra il 95%). Sempre secondo i dati diffusi dal ministero, la copertura per morbillo, parotite e rosolia ha toccato l'86,6% (due anni fa era del 90,3%).

Rischi sanitario. Dal punto di vista medico, la situazione è di allerta. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità «si rischiano gravi conseguenze sul piano individuale e collettivo». Il peggioramento dei dati – spiega Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto - «vuol dire perdere via via la protezione della popolazione nel suo
complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo».

A scuola. L'iscrizione all'asilo e alle elementari era vincolata alla presentazione del certificato delle vaccinazioni da un regolamento del 1967. Alla fine degli anni Novanta, si è deciso di togliere questo obbligo. I presidi potevano non ammettere in classe i bambini non in regola, ma così facendo sarebbero andati contro la Costituzione e le leggi internazionali, che riconoscono invece all'infanzia un diritto
allo studio e all'istruzione. I ministeri della Sanità e della Pubblica Istruzione, quindi, sospesero questa procedura rigida e chiesero alle scuole semplicemente di segnalare chi non rispettasse l'obbligo delle vaccinazioni. Di fatto, tutto finiva lì.

Equilibrio di diritti. Ci spiega Licia Cianfriglia, vicepresidente dell'Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola: «La procedura di iscrizione dei bambini oggi è online, quindi probabilmente il genitore auto-certificherà la regolarità delle vaccinazioni e poi sarà chiamato a produrre un certificato o la scuola lo acquisirà d'ufficio dalle Asl. Alla fine, dal punto di vista burocratico, la cosa è molto semplice». Da un punto di vista formale, invece, la decisione degli assessori regionali alla sanità potrebbe riproporre lo stesso problema di venti anni fa: i dirigenti scolastici potranno allontanare da scuola un bambino non in regola? Risponde Cianfriglia: «Questa dei vaccini è una decisione che spetta al mondo medico e politico insieme, qualora ci fosse un obbligo a noi dirigenti spetterebbe il compito di farlo rispettare, secondo le procedure e le normative che ci verranno fornite. Le stesse che ci daranno indicazioni operative anche su come comportarci, per far rispettare un equilibrio fra due diritti dell'infanzia: quello allo studio e quello alla salute».

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