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Valérie Trierweiler: che male c’è a farsi il fotoritocco a 50 anni?

di Marina D’Incerti
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Valérie Trierweiler, la giornalista ed ex-compagna del presidente francese François Hollande, è stata bersagliata dalle critiche per una foto in cui appare photoshoppata. Le donne nel 2015 vanno al rogo per aver peccato di fotoritocco? Un po' c'è da ridere e un po' da rifletterci

Valérie Trierweiler, la giornalista ed ex-compagna del presidente francese François Hollande, è stata bersagliata dalle critiche per una foto in cui appare photoshoppata. Le donne nel 2015 vanno al rogo per aver peccato di fotoritocco? Un po' c'è da ridere e un po' da rifletterci

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La giornalista Valérie Trierweiler ha risposto con un hashtag su twitter che promette di diventare una bandiera (in francese, #jai50ansetjelesais:  ho50annieloso), all'ultima ondata di critiche. Il motivo è una foto pubblicata su un giornale giapponese, "Richesse", in cui compare con un aspetto che non è il suo: biondissima, rimpolpata, lisciata. Niente lifting, a quanto pare, solo Photoshop.

Per chi non se lo ricorda, Valérie Trierweiler è la ex compagna di François Hollande, presidente francese nonché ometto dall'aspetto insulso ma, presumo, dal fascino magnetico, visto che è stato al centro di un giro di potere-amanti-tradimenti degno del re Sole. Valérie lo ha "rubato" a Ségolène Royal, compagna di partito e madre dei suoi 4 figli. Ma, nel 2014, è stata a sua vota soppiantata da un'altra bella donna più giovane, l'attrice Julie Gayet. Il tradimento fu reso pubblico da un rotocalco. Hollande era già presidente, Valérie pur non essendo sposata era considerata la première dame di Francia e, insomma, la storia seguì un po' la falsa riga del sexgate di Bill Clinton. La Francia però non è puritana come l'America, e Hollande non ha dovuto certo giustificarsi davanti agli elettori ma semplicemente difendersi dal libro di lei, Merci pour ce moment, un saggio autobiografico, in cui Valérie racconta per filo e per segno la loro relazione.

Detto questo, chi è Valérie Trierweiler? Da quello che possiamo immaginare, una donna forte e combattiva, molto attratta dal potere. Facile alle scenate, vendicativa, passionale. Bella, decisamente bella. Nel medioevo, forse sarebbe stata sospettata di essere una strega, oggi, banalmente, una stronza. Questo tipo di donna in ogni epoca rischia la gogna. Sul rogo dei social Valérie adesso è accusata di abuso di fotoritocco. Una sciocchezza assoluta. Primo perché nell'era del digital chiunque cura in modo maniacale persino la fotina con cui appare nei contatti di Google. Secondo perché vale, senza eccezioni, il principio che ognuna fa della sua faccia quello che le pare.

Io, tra l'altro, la signora Trierweiler la capisco: l'hashtag con cui ha risposto alla critiche è rivelatore. Tra i 40 e i 50 una donna non trova più la sua faccia nello specchio, e non è una bella sorpresa. L'aspetto non conta? Altra sciocchezza. Per un personaggio pubblico di sicuro ci sono implicazioni di immagine, per una bella dona c'è il problema della seduzione. Ma per la maggior parte la questione è intima. Al giro di boa non hai più il tuo aspetto da giovane ma, in fondo, nemmeno lo desideri. Rifiuti le rughe e il crollo, perché non ti senti decrepita e non lo sei. Ma io credo che a quest'età non vuoi un ritorno al passato, ma un nuovo inizio. In fondo, la menopausa altro non è che uno spostamento della creatività. E vorresti che la tua faccia anziché il declino rispecchiasse la rinascita.

Insomma, il fotoritocco è un peccato veniale, se di peccato si tratta. Mia nonna (che non era una gran bellezza ma sostentava che il meglio per una donna comincia dopo i 40 anni) nei suoi anta si fece ritrarre dal grande fotografo Elio Luxardo, che non aveva Photoshop ma ci sapeva fare. Il risultato troneggia nella libreria di casa mia e l'astuta antenata passerà alla storia come una diva degli anni Cinquanta.

Certo c'è un punto importante: il senso del ridicolo. Se questa aspirazione non è accompagnato da autoironia e saggezza, nello specchio rischi di perderti.Ma non credo sia il caso di Valérie. Consapevolezza, trasgressione, rinascita, libertà, queste parole secondo me sono tutte racchiuse nelle frase: Ho 50 anni e lo so. Rilanciamo il tuo hashtag, madame Trierweiler.

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