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Virus Zika, nessun allarme per l’Italia

di Cinzia Testa
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L'allarme lanciato dall'Oms sulla diffusione del virus Zika, trasmesso da un tipo particolare di zanzara, riguarda il Sud America. In Italia, solo 4 persone si sono ammalate. Ed è successo nel marzo del 2015. Da allora, nel nostro Paese non si è registrato alcun caso. E non si è ancora dimostrato che le malformazioni dei neonati in Centro e Sud America siano state causate dal virus. Una super...leggi di più

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L'allarme lanciato dall'Oms sulla diffusione del virus Zika, trasmesso da un tipo particolare di zanzara, riguarda il Sud America. In Italia, solo 4 persone si sono ammalate. Ed è successo nel marzo del 2015. Da allora, nel nostro Paese non si è registrato alcun caso. E non si è ancora dimostrato che le malformazioni dei neonati in Centro e Sud America siano state causate dal virus. Una super...leggi di più

Da dove arriva il virus Zika
Non si può mai stare tranquilli. Quest'anno in mancanza di un'influenza "cattiva", ci ha pensato Zika a turbare i nostri sonni. È un flavivirus, cioè un particolare  virus, e a trasmetterlo sono due varietà di zanzare del genere Aedes, tra cui la ben nota zanzara tigre. È presente nelle zone del centro Africa, nel sud est asiatico e dal 2014 anche  nei Paesi dell'America Latina come il Cile, il Venezuela e il Brasile. Da noi si sono registrati quattro casi, tutti "importati" da italiani al ritorno in Patria.

Quanto è fondata la preoccupazione in Italia
Ma allora ci dobbiamo preoccupare?  "Non mi sembra il caso" interviene Maria Paola Landini, professore di microbiologia all'Università degli studi di Bologna. "I problemi all'estero ci sono, inutile negarlo, ma difficilmente avremo delle situazioni analoghe in Italia. Da noi, come nel resto dell'Europa e in generale dei Paesi occidentali, il livello della nostra sanità è tale da bloccare l'eventuale espansione di virus".

Il rischio presunto per le donne in gravidanza
La preoccupazione è dilagata anche perché si è parlato di probabili pericoli per le donne in gravidanza. Ma le future mamme possono stare tranquille. "Tutto è partito da un'osservazione" aggiunge l'esperta. "In Brasile, dove Zika è molto diffuso, è stato notato da una parte un picco di malattia e dall'altra un'impennata di casi di microencefalia tra i neonati. Da qui a trarre delle conclusioni il passo è stato breve. Ma, va sottolineato, non ci sono ancora prove scientifiche sul collegamento tra le due situazioni".

La trasmissione sessuale del virus
Fa parte in un certo senso delle leggende metropolitane anche la presunta trasmissione per via sessuale. "Si è avuto un solo caso al mondo e peraltro da approfondire" interviene l'esperta. "Un professore americano al rientro da una zona a rischio, dov'è rimasto per alcuni mesi, si è ammalato di Zika. E a distanza di una settimana anche la moglie, che era rimasta a casa, si è ammalata della stessa malattia. Certo, sono due componenti della stessa famiglia. Ma l'associazione con i rapporti sessuali è solo ipotizzata al momento e non sicura."

Le precauzioni da adottare per evitare il contagio
Da una parte veniamo tranquillizzati, dall'altra la preoccupazione è più che normale: nessuno di noi vuole essere aggiunto alla lista dei casi di malattia. "Bisogna lavarsi spesso le mani, perché è un'ottima difesa contro i virus" dice l'esperta. "E se si è appena rientrati da un viaggio all'estero nei Paesi a rischio e si ha uno strano malessere similinfluenzale, è meglio una visita dal medico. "La cura ora è sintomatica" chiarisce l'esperta. "Cioè con antifebbrili se c'è febbre e antinfiammatori in caso di doloretti e mal di testa. Nulla di più, perché al momento non ci sono vaccinazioni e neppure cure mirate".

I consigli per chi parte per i Paesi a rischio
Vale poi il consiglio di partire ben attrezzati se si va in un Paese a rischio. In sostanza, bisogna portare con sé una lozione protettiva da usare sul corpo e sugli abiti, coprire il letto con la zanzariera protettiva, non utilizzare profumi, creme e deodoranti con profumo intenso, perché attirano le zanzare.

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