Viva la mamma italiana

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di

Enrica Tesio

Crediamo di essere moderne e , invece, al mare, con i nostri bambini siamo all'antica

Un'opinione di:
Blogger e scrittrice torinese, ha due figli, due gatti e un mutuo. Laureata in Lettere con indirizzo cinematografico, fa la copy da quando aveva 20 anni. Nel 2015 ha pubblicato per Mondadori il romanzo La verità, vi spiego, sull'amore.

Non importa quanto ci riteniamo moderne e consapevoli, al mare regrediamo allo stato di mamme italiane modello anni Cinquanta: buttiamo ai flutti il nostro buonsenso e rispolveriamo le assurde leggende metropolitane tramandate da generazioni. Intimiamo alla prole di non entrare in acqua dopo i pasti per almeno 3 ore (prima solo un pediluvio o al massimo un bidet), di non bere l’acqua dopo il gelato (meglio la disidratazione delle rane nella pancia), di portare sempre dietro un golfino (ché il colpo d’aria ne uccide più della guerra). Spalmiamo strati di crema solare densa come besciamella su quei poveri cardi gobbi che sono i nostri figli, ma soprattutto urliamo sempre di uscire dall’acqua (perché, si sa, i bambini sono idrosolubili). Siamo la vergogna di Piero Angela, la dimostrazione che è più facile fare uscire un bambino dall’acqua che l’istinto della madre italica dalle nostre menti.


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