Calendario Pirelli 2018: nel Paese delle Meraviglie con una Alice nera

Credits: Calendario Pirelli 2018
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Liliana Di Donato

Siamo stati a New York, alla presentazione del nuovo Calendario Pirelli. Un sorprendente racconto per immagini ispirato alla fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie. E interpretato da 18 divi “black”

Sfogliando il Calendario Pirelli 2018, appena presentato a New York, la prima cosa a cui penso è una domanda. Come raccontare in 3 parole The Cal, cult della fotografia e icona della femminilità? Ci provo... E le parole che mi vengono in mente sono: meraviglia, colore, tolleranza. In realtà, ce n'è anche una quarta, ed è sorpresa: perché, all'edizione numero 45 della sua “carriera”, sa ancora stupire.

La storia: Alice nel Paese delle meraviglie

Ok, associare al nuovo Calendario Pirelli la parola meraviglia, è facile. Le 28 immagini firmate da Tim Walker, 47enne fotografo inglese tra moda e arte, sono una reinterpretazione in chiave contemporanea e glam di Alice nel Paese delle Meraviglie, la fiaba (per bambini e adulti) scritta da Lewis Carroll nel 1865: «Un libro che mi piace fin da piccolo, quando me lo leggeva mio padre, e dal quale ho sempre tratto ispirazione» racconta Walker, che negli scatti si è lasciato suggestionare dalle illustrazioni originali di John Tenniel e le ha rese ancora più fantasmagoriche. Non poteva essere altrimenti: Walker, studioso di Cecil Beaton e allievo di Richard Avedon, è famoso per i paesaggi onirici, il romanticismo surreale, le scenografie stravaganti. E le sue foto del Pirelli, realizzate con il grandangolo, non sono semplici ritratti, ma uno storytelling per immagini. Un racconto che incanta ed emoziona.

«Nessun'altra Alice è come la mia! Ma chiunque può essere Alice» dice Walker. Guardando le sue foto, anche io mi ritrovo catapultata tra il Bianconiglio e il Cappellaio Matto, carte da gioco giganti e tazze da tè di porcellana. E rivivo le emozioni che ho provato da bambina mentre divoravo la fiaba: lo stupore, la curiosità, l'eccitazione dell'avventura e quel sottile ma piacevole senso di inquietudine di fronte all'ignoto... Sentimenti universali ed eterni. «I bambini riescono a percepire tanto la leggerezza quanto la cupezza» commenta Walker. «Carroll l'aveva capito, perciò il suo romanzo è così amato. Io ho voluto portarlo nel mondo di oggi, raccontando il viaggio non di una bambina, ma di una persona che sta diventando adulta».

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    Calendario Pirelli 2018 - Duckie Thot
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    Calendario Pirelli 2018 - Thando Hopa e Whoopi Goldberg
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    Calendario Pirelli 2018 - RuPaul e Dijmon Hounsou
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    Calendario Pirelli 2018 - Naomi Campbell e Sean "Diddy" Combs

I protagonisti: 18 star all black

Arriva così la seconda parola-chiave del Calendario Pirelli 2018: colore. Quello vivido, carico, esagerato delle fotografie, dopo il bianco e nero delle ultime due edizioni. Ma soprattutto quello della pelle dei protagonisti: 18 star della moda, del cinema, della musica e dell'impegno sociale. Orgogliosamente nere. A partire da Alice, interpretata da una delle modelle più desiderate del momento: la 21enne australiana di origini sud-sudanesi Duckie Thot. «Per il personaggio» rivela il fotografo «cercavo una persona che avesse un carattere particolare, che esprimesse mistero». Particolare è anche l'abito che indossa, di un tessuto trapuntato azzurro chiaro che la set designer Shona Heat ha ricavato da una tenda e abbinato a calzettoni e scarpe da bambina (ma su zeppe vertiginose).

Intorno a lei, in questa serie di tableaux vivant, si muovono gli altri persoanggi della fiaba: l’attrice Whoopi Goldberg (la Duchessa), la modella australiana-sudanese Adut Akech (la Regina di quadri), la modella e femminista Adwoa Aboah (Pancopinco), il modello inglese King Owusu (il 2 di cuori), il modello senegalese-tedesco Alpha Dia (il 5 di cuori), il collega inglese Wilson Oryema (il 7 di cuori), l'attrice americana Sasha Lane (la lepre marzolina), la modella Slick Wood (il Cappellaio Matto), l'attore americano Djimon Hounsou (il Re di cuori), la drag queen Usa RuPaul (la Regina di cuori); il cantante e rapper americano Lil Yachty (la guardia della regina), l'attrice kenyana premio Oscar Lupita Nyong'O (il Ghiro), la stilista inglese Zoe Bedeaux (il Bruco), la modella e avvocatessa sudafricana Thando Hopa (la Principessa di cuori), l'attivista gambiana contro le mutilazioni genitali femminili Jaha Dukureh (una principessa del Paese delle Meraviglie). Infine, il rapper Sean “Diddy” Combs e la super top Naomi Campbell sono due dei boia reali, le carte da gioco che tagliano le teste per ordine della Regina. Non può mancare il Bianconiglio, ma nel Cal-All-Black anche lui è nero.

Il messaggio: un inno alla fantasia e alla tolleranza

Ed eccoci dunque alla terza parola che per me definisce il nuovo The Cal: tolleranza. Dopo che per il 2015 Annie Leibovitz aveva rinunciato a fotografare curve mozzafiato, ritraendo 13 donne di successo (dalla cantante Patti Smith alla tennista Serena Williams), e per il 2017 Peter Lindberg aveva scelto attrici di tutte le età e tutte senza trucco (tra cui Nicole Kidman e Charlotte Rampling), anche il Calendario Pirelli di Tim Walker trascende la fotografia per raccontare la società intorno a noi. E il bisogno che abbiamo di lasciarci andare alla fantasia, di credere nel sogno, di aprirci agli altri. «Conosciamo il mondo difficile in cui viviamo. Avere spazi di sollievo è essenziale per l’uomo» osserva Walker. E sulla protagonista aggiunge: «Storicamente Alice è un personaggio bianco, invece è arrivato il momento di cambiare narrativa, di trovare nuovi “role models” per i giovani».

Gli fanno eco Naomi Campbell, al suo quarto Calendario in 30 anni, e Whoopi Goldberg: «Alice ci insegna che tutto è possibile, se ci si impegna per ottenerlo». E io no posso fare a meno di pensare all'America di Donald Trump: the Cal è stato presentato a New York, la città più multiculturale del mondo, ma anche quella dove è nato il presidente che in un anno alla Casa Bianca ha reso l'America più razzista e meno accogliente. Lo dice senza giri di parole la drag queen RuPaul: «Il black, il nero, è sempre stato associato all'oscurità e alla paura. Be', non c'è niente di cui aver paura, se comprendiamo che siamo tutti uguali nelle nostre reciproche differenze».

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