Alla (ri)scoperta della calligrafia

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di

Mariella Frosini

Per alcuni è un hobby con cui rilassare la mente. Per altri si trasforma in una professione. L’antica arte della bella scrittura conquista tanti fan. Come raccontano qui i moderni amanuensi

Pergamene preziose. Penna d’oca o pennino a punta piatta. Inchiostro ferrogallico realizzato con galle di quercia. Dopo secoli di oblio, c’è chi torna a scrivere come i monaci medievali che, nel segreto degli scriptoria, copiavano i testi antichi e miniavano i capolettera in oro. Chi sono questi moderni amanuensi?

Affascina le donne

«Negli anni ’80 l’ultimo amanuense in Italia viveva a Bologna. Ma era anziano e non prendeva più allievi, così andai a cercarne all’estero» racconta Enrico Ragni, in arte Màlleus, autore del libro Scriptorium. Calma la mente con l’arte della calligrafia, che nelle Marche ha fondato il più grande scriptorium al mondo. «Dal maestro di Buckingham Palace ho appreso gran parte dell’arte amanuense, compresa la riproduzione del capolettera in rilievo». Da allora il panorama è molto cambiato e oggi in biblioteche, castelli e abbazie in tutta Italia si tengono corsi di calligrafia: molte persone ne sono prima solo incuriosite, poi diventano appassionate. «Nel 2016 per il 25esimo compleanno dell’associazione, abbiamo organizzato un convegno internazionale che ha registrato il tutto esaurito» spiega Francesca Biasetton, presidente dell’Associazione calligrafica italiana, che conta oltre 300 associati. «L’interesse è cresciuto in questi anni: una volta soprattutto tra le donne, ora il pubblico è eterogeneo e sono sempre più i giovani».

Cosa occorre per dedicarsi alla calligrafia?

«Tempo e pazienza» spiega Biasetton. «Per questo bisogna vagliare con attenzione quei corsi che promettono grandi risultati con poco sforzo». Le lezioni sono a vari livelli: si inizia con i riferimenti storici e si prosegue pian piano con gli esercizi. Poi ognuno dei partecipanti prende la propria direzione: c’è chi si dedica a quest’arte per hobby, chi la insegna, chi apre una bottega. «Ho iniziato 7 anni fa quando mia sorella mi chiese una pergamena per la vetrina del suo negozio» ricorda Paolo Giudici di Siena, di professione operaio, amanuense per hobby. «Mi si è aperto un mondo: ho seguito diversi corsi, poi ho iniziato a sperimentare gli inchiostri fino a farli da solo come i monaci medievali. Ora un pittore di Siena mi insegna a realizzare i pigmenti vegetali o minerali per le miniature».

Allena alla raffinatezza

In un mix di curiosità, dedizione e sfida, quello degli amanti della calligrafia è un mondo vario. Susi Galletto a San Daniele in Friuli ha fondato l’associazione culturale Scripta Manent, promuove con dimostrazioni pratiche la scrittura a mano nelle scuole e vanta, tra i suoi ultimi lavori, una pergamena commissionata dal Comune di Latisana per conferire la cittadinanza onoraria al portiere della Nazionale di calcio Gigi Buffon. E racconta così i suoi esordi in questo campo: «Ho deciso di dedicarmi alla calligrafia ispirata dal piacere che provavo, da piccola, quando leggevo le lettere scritte a mano dal nonno sul fronte di guerra e tenute chiuse in un cassettone dalla nonna». Un ricordo d’infanzia è anche alla radice della passione di Màlleus: alle elementari era l’addetto all’inchiostro e riempiva i calamai banco per banco. Poi, per il proprio matrimonio, riprese in mano il pennino per scrivere le partecipazioni in corsivo inglese e si ritrovò a sognare di fare l’amanuense. «In famiglia mi consideravano pazzo» ricorda.

Il fascino di gesti antichi in tempi moderni

Ma ora dalla sua Antica Bottega Amanuense escono attestati, pergamene e pezzi unici richiesti in tutto il mondo. Suo figlio e un altro ragazzo vi lavorano al pc, mentre a redigere quelle meraviglie in raffinata calligrafia ci sono solo donne: «Sono bravissime: di un pennello triplo 0, già finissimo, col taglierino lasciano tre peli» spiega. «Bisogna vedere cosa realizzano in una miniatura di soli 3 millimetri». Màlleus è anche un po’ alchimista quando va, con il suo diploma di perito chimico e insieme a docenti universitari, alla ricerca delle formule segrete degli antichi inchiostri. E spiega perché tanti oggi siano affascinati dalla calligrafia: «I gesti, anche i più banali, se eseguiti con amore nella quiete, sono un modo per contattare la nostra anima, aiutarla a crescere e a fiorire».

Il libro cult

«Questo libro è un luogo in cui la scrittura diventa elemento di interiorizzazione, un invito a prendere il pennino e cercare la bellezza del tratto addestrando la mano con lentezza e rigore». È la presentazione che Màlleus fa del suo Scriptorium. Calma la mente con l’arte della calligrafia, edito da Mondadori. Nella prima parte del volume, insieme all’affascinante biografia dell’autore, sono elencate le 7 regole da rispettare per dedicarsi alla calligrafia. Qualche esempio? Creare il proprio spazio sacro, curare la postura e la respirazione, scrivere lentamente e con disciplina. Nella seconda parte c’è l’invito a esercitarsi: si riproducono lettere (come quelle in alto in queste pagine), poi parole, infine intere frasi. Nel farlo, come recitando un mantra, si libera la mente da inutili tensioni.

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