Cammino di Santiago: i consigli utili per partire

Credits: Nina Gigante
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Nina Gigante

Questo itinerario è uno dei più famosi per chi ama andare a piedi. La nostra giornalista ha scelto di arrivare alla meta percorrendo il tratto portoghese. Zaino in spalla, ti racconta le sue emozioni. E ti dà le dritte giuste per intraprenderlo anche tu

Lo scorso settembre, appena laureata, mia sorella mi ha detto: «Perché non facciamo insieme il Cammino di Santiago?». Un’ora dopo avevo già comprato i voli. È stato il mio regalo di laurea per lei. Non sapevo che sarebbe stato il dono più grande che potessi fare anche a me stessa.

Seguendo le frecce gialle

Ogni anno 300.000 persone si mettono in cammino per raggiungere Santiago. Eppure, già dopo il primo giorno, capisco che il viaggio non è la meta. A darmi un senso di pienezza sono i boschi di eucalipti e i vigneti attraversati, i pellegrini che incontro, l’aiuto reciproco, il senso di comunità, che abbiamo perso e che lì ritrovo intatto. È “il dio delle piccole cose”, come amo dire io. Capisco che una doccia calda, un letto comodo e un bicchiere di vino bevuto con uno sconosciuto sotto le stelle bastano a rendermi felice. È la dimostrazione che you never walk alone (non cammini mai da sola). Sento crescere la fiducia e a ogni bivio ritrovo le frecce gialle che indicano la strada da prendere, senza che mi senta abbandonata. In cammino mi lascio i “pesi” dietro le spalle, le parti di me che sono disposta a lasciare andare, quelle che invece riscopro e che magicamente ritroverò una volta a casa, quando dovrò continuare a seguire, come si dice tra i pellegrini, le frecce gialle della vita. È questo, per me, il senso del Cammino.

In vista della Cattedrale

All’improvviso eccola lì. Scavallo l’ultima montagna e la vedo sorgere, maestosa, dopo averla avuta sotto gli occhi durante il tragitto, disegnata com’è sulle toppe degli zaini, nei menu delle osterie, sulla copertina delle guide. Al momento della partenza sapevo che, un passo dopo l’altro, sarei arrivata fin qui, ma l’ultimo chilometro non lo dimenticherò mai: ero stanca, con i piedi doloranti, i muscoli tesi, avevo caldo e sete, eppure non sentivo più niente. Quello che sentivo, in qualche modo, erano i milioni di passi mossi da tutti i pellegrini che, negli ultimi mille anni, hanno percorso questa strada. È una sensazione forte, per questo consiglio a tutti di intraprendere questo viaggio che a ognuno, in modo diverso, insegnerà qualcosa.

In marcia

Il Cammino portoghese è uno dei tanti possibili per raggiungere Santiago. Inizia a Lisbona, ma la strada dalla capitale a Porto è trafficata e poco attrezzata. Molti, quindi, partono da Porto: 260 km a piedi, percorribili in 10 giorni, tra vigneti, boschi, scorci di mare. A ogni tappa verrà messo un timbro sulla credenziale (il documento di viaggio del pellegrino) e alla fine si riceverà la Compostela, il certificato del pellegrinaggio (visitpor tugal.com/it).

I consigli per organizzarsi

Credits: Nina Gigante

Quando partire

Programma il tuo viaggio in aprile, maggio o settembre. Evita i mesi estivi, troppo caldi e affollati, e l’autunno inoltrato, per non rischiare pioggia e ostelli chiusi.

Dove volare

Prendi un biglietto per Porto, che è ben collegata all’Italia dai voli low cost. Per il ritorno hai due opzioni: ripartire dall’aeroporto di Santiago, di solito con scalo a Madrid, o percorrere il Cammino al contrario, in treno o in autobus. In quattro ore sarai a Porto. Se vuoi partire con un libro: Il cammino portoghese per Santiago di Cordula Rabe (Ediciclo).

Dove dormire

Per 6 euro a notte puoi soggiornare negli albergues, gli ostelli sovvenzionati dall’Ue. Ce ne sono di bellissimi: quello di Vairão ha persino delle stanze per la meditazione; a Ponte de Lima, ti addormenterai sentendo scorrere il Lete, il fiume dell’oblio dei romani; a Rubiaes, ultima tappa di montagna prima di arrivare a Santiago, trovi un ex convento, con accesso diretto sulla piazza della Cattedrale.

Dove mangiare

Credits: Nina Gigante

A colazione Un café con leche con tostada y tomate (pane e pomodoro) o un bocadillo (panino) con omelette e succo d’arancia ti daranno la carica per percorrere i primi chilometri.

A pranzo Il menu del pellegrino prevede, per 6-10 euro, una zuppa di verdura, un secondo e un’insalata. La qualità non è sempre delle migliori, ma sarai così stanca e affamata da non notarlo.

[Scatolette di sardine che si possono acquistare lungo il Cammino]

Credits: Nina Gigante

Dopo la doccia serale Vale la pena di infilare di nuovo gli scarponi. Lungo il Cammino portoghese, cerca una pasticceria per comprare pasteis de nata (dolcetti di crema e cannella), crocchette di baccalà, sardine grigliate e il favoloso vinho verde, il bianco fruttato che sorseggerai guardando tramontare il sole nel fiume Minho.

Una volta in Spagna Pulpo alla Gallega (servito con paprica affumicata, olio e sale), tortillas e tapas accompagneranno i racconti della tua giornata insieme a dell’ottimo viño tinto (il rosso del posto). Attraversando Padron, non farti sfuggire i tipici pimientos de Padron, i peperoncini verdi (non piccanti) fritti e salati.

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