Clash Royale, la nuova mania dei ragazzini

/5
di

Isabella Colombo

Mamma, mi fai “shoppare”? È il gergo con cui i bambini dagli 8 anni in su chiedono qualche euro per avanzare di livello nel gioco per smartphone Clash Royale. Una domanda che spesso coglie gli adulti impreparati

È il momento di Clash Royale, è il videogame per cellulare usato ogni giorno da 150 milioni di utenti al mondo ed eletto migliore gioco per iPhone nel 2016. Se hai un figlio preadolescente lo conoscerai già: è sulla cresta dell’onda da mesi e ha conquistato soprattutto i bambini dagli 8 anni in su (nonostante il limite della casa produttrice sia 13). Il gioco ha una grafica attraente ed è privo di immagini violente. Ma la tentazione di “shoppare”, cioè di acquistare con soldi reali l’avanzamento ai livelli più alti del gioco, può rappresentare un pericolo se i genitori non mettono un freno.

Qual è il meccanismo dei videogame

«I gioca-tori online si sfidano in un’arena: vince chi riesce ad abbattere più torri dell’avversario utilizzando al meglio un mazzo di carte virtuali con poteri di attacco e difesa» spiega Fabio Viola, esperto in progettazione di videogames e coordinatore del master in Gamification ed engagement design dell’Istituto europeo di design di Milano. «Il vincitore ottiene trofei, passa in altre arene di gioco e ha accesso ai bauli che contengono altre carte». A un certo punto, però, il gioco diventa difficile: o ci si blocca o si acquistano gli “upgrade”, cioè gli avanzamenti, che costano da 99 centesimi a 99 euro. È lo stesso meccanismo di altri giochi super popolari, come Hearthstone, Transformers, The Smurf’s village, Candy crush: per andare avanti servono una carta di credito oppure una Gift Card, la carta prepagata per fare acquisti su iTunes e Google Play che è la nuova tendenza dei regali di compleanno.

Come bloccare gli acquisti dal cellulare e le chat

«Per evitare acquisti indesiderati e far divertire i figli senza pericoli i genitori possono bloccare sullo smartphone gli acquisti “in-app”, disabilitandoli dalle opzioni generali sui sistemi iOS o inserendo una password in quelli Android» spiega Fabio Viola. «Si può anche impedire l’accesso ai giochi multiplayer, cioè quelli con altri giocatori online come Clash Royale. Ma la cosa più importante è che mamma e papà non lascino da soli i figli al computer o con lo smartphone, soprattutto se hanno 8 anni, e condividano con loro l’esperienza di gioco: comprenderne le logiche e analizzarle insieme è il miglior antidoto ai rischi». Attenzione, poi, alle chat interne che mettono in comunicazione gruppi di giocatori. «Possono essere frequentate da adulti, anche se hanno filtri che bloccano le parole offensive» spiega Viola.

A cosa grandi e piccoli devono stare attenti

I casi limite? Ci sono ragazzi che hanno perso il controllo, come il 16enne comasco che ha speso 2.600 euro a forza di upgrade, prelevandoli dalla Postepay dove i genitori addebitavano paghette e regali. «Per i soggetti più deboli, lasciati soli per ore davanti allo schermo, questi giochi rischiano di essere l’anticamera dell’azzardo di cui ricalcano il meccanismo, un continuo oscillare di gratificazione e frustrazione basato sulla sorte» spiega Paolo Giovannelli, psichiatra e psicoterapeuta, direttore clinico dell’Esc center for Internet use disorders di Milano. «Per questo sono allo studio sistemi che impediscano l’accesso ai più piccoli e regolamentino il settore come è stato fatto per l’azzardo».

I dati sui giochi per smartphone

I giochi per tablet e smartphone nel 2016 hanno sviluppato un giro d’affari di 99,6 miliardi di dollari che cresce al ritmo del 10% ogni anno.
(Newszoo, centro di ricerca olandese su market intelligence del settore videoludico)
martphone

1 adolescente su 5 soffre di tecno dipendenza (Cnr)
Il fatturato degli acquisti in-app è 34 miliardi di dollari.
In 9 casi su 10 chi compra un gioco lo rifà entro 24 ore. (Soomla, società di analisi)

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te