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Come iniziare a correre

di Isabella Colombo

Vuoi dimagrire e tornare in forma? La nostra giornalista ci è riuscita con la corsa: ha perso 7 chili in poco tempo. Ecco i suoi consigli per iniziare camminando

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Vuoi dimagrire e tornare in forma? La nostra giornalista ci è riuscita con la corsa: ha perso 7 chili in poco tempo. Ecco i suoi consigli per iniziare camminando

Vado a correre alle sei del mattino, prima che i bambini si sveglino e il tran tran cominci. Succede almeno tre volte alla settimana, da un anno. Il risultato? Ho perso i miei 7 chili di troppo senza fare alcuna dieta e persino divertendomi.

Adesso adoro quei momenti di libertà tutti per me, anche se all'inizio è stata dura: correre mi sembrava noioso ed esageratamente faticoso. Ma incastrare la palestra tra casa, lavoro e figli piccoli era impossibile. Quindi se volevo tornare in forma non avevo scelta. Le prime volte sono state un incubo: 200 metri e mi sentivo morire. Così ho capito che mi serviva un metodo.

La REGOLA INIZIALE che mi sono data è questa: SI COMINCIA CAMMINANDO

«All'inizio bisogna alternare corsa e passo per abituare corpo e respiro» mi spiega Salvatore Pisana, coach della Federazione italiana di atletica leggera e fondatore di Runningitalia.it. «Vai a sensazione: cominci camminando, provi a correre e appena arriva il fiatone continui al passo. Se lo fai con costanza sarà naturale correre sempre un po' di più».

Questo ritmo tranquillo a me ha permesso di scoprire subito il lato più attraente del running: i profumi della natura, il fascino della città che si sveglia, la mente che vaga e le endorfine che regalano buonumore per tutta la giornata. «Andare piano, poi, è il modo più efficace per bruciare subito i depositi di grassi: perfetto se si vuole correre per dimagrire » precisa l’esperto.

Per aumentare le distanze ho usato dei trucchi: oggi corro fino a quel palo, domani fino all’incrocio. Piccole sfide per scoprire e superare i limiti fisici e psicologici. A un certo punto però ho strafatto: sono arrivata di botto a 3 chilometri di fila e sono iniziati i dolori alle ginocchia e alla schiena. Quella volta sono corsa dal fisioterapista. Che mi ha insegnato la SECONDA REGOLA: CORRERE NON È SOLO CORRERE

I podisti improvvisati come me trascurano il potenziamento muscolare. «I balzi ripetuti e l’impatto con il suolo provocano microtraumi che sono l’anticamera degli infortuni» avverte Pisana. «Per prevenirli bisogna rinforzare i muscoli centrali del corpo: lombari, addominali e quadricipiti. Sono gli ammortizzatori di schiena e ginocchia, i punti più sollecitati dalla corsa». 

Per me ogni momento è buono: in spiaggia mentre prendo il sole, o sul tappeto mentre gioco con i bambini, mi dedico al plank, l'esercizio più efficace perché agisce contemporaneamente su tutte le parti interessate. Mi metto supina, piego i gomiti, sollevo tutto il corpo poggiando sugli avambracci e resto così per qualche minuto. Con i muscoli più tonici mi sono accorta che correre è meno faticoso.

Ero pronta per un obiettivo importante: raggiungere i 10 km in un’ora. Per riuscirci ho dovuto interiorizzare una TERZA REGOLA: MANGIARE E DORMIRE BENE

La sera prima di allenarmi evito pasti pesanti e riposo almeno 7 ore. Non è un sacrificio, mi viene naturale. «Poco sonno e troppi zuccheri e grassi, oltre a vanificare i benefici della corsa, si traducono in una gran fatica sulla strada. Per questo chi comincia a correre cambia in maniera spontanea anche lo stile di vita» dice Pisana. «L’intestino lavora meglio, il metabolismo funziona e ci si sente più energici». Quando, grazie a questo regime, mi sono sentita pronta ad aumentare il chilometraggio, è arrivato l’inverno: maltempo, bambini malati e giornate corte hanno messo a dura prova costanza e motivazione.

Per non mollare mi sono data io una QUARTA REGOLA: SERVONO OBIETTIVI PRECISI

Per esempio partecipare a una gara: so che devo allenarmi per dare il meglio, quindi, pioggia o sole, non ho più scuse. Ho fatto le cose per bene: mi sono iscritta alla squadra della mia città, la Asd Running Modica, e ho conosciuto runner esperti che mi riempiono di consigli utili e mi fanno compagnia alle gare.

«Il gruppo ti trascina quando sei demotivato, aiuta a risolvere i problemi comuni a tutti i podisti, permette di condividere gli obiettivi e ti gratifica quando li raggiungi» afferma il coach. Finisco sempre in fondo alla classifica, ma che importa? Ogni volta faccio meglio della precedente, segno che mi sono allenata bene e che mi diverto. Adesso sto preparando la mia prima mezza maratona (chi l'avrebbe detto un anno fa?). E chissà che prima o poi non riesca a correre pure quella intera.

I SOCIAL TI DANNO UNA SPINTA

Dopo ogni gara pubblico su Facebook le foto al traguardo. E per il compleanno da runner mi sono regalata un Gps che traccia gli allenamenti e li posta sui social. Confesso che i "Mi piace" nutrono la mia autostima.

«Si chiama “rinforzo informativo”» spiega Giovanna Susca, psicologa dello sport. «Sapere che oggi hai corso più di ieri è già un premio. E il feedback di altri runner è una motivazione in più. Purché non sia l'unica. La spinta deve venire da dentro. Altrimenti si rischia di non divertirsi e di rincorrere solo le approvazioni degli altri».

45% È LA PERCENTUALE DI DONNE SUI 6 MILA RUNNER ITALIANI

Il 25% ha dai 35 ai 44 anni, il 21 è nella fascia 45-54. Per 7 runner su 10 correre serve a tenersi in forma. Le corse più frequentate (da circa il 75% dei runner) sono le mezze maratone (21,097 chilometri). Il 55% corre nelle gare da 5 o 10 chilometri e quasi un runner su 2 ha corso una maratona, cioè 42,195 chilometri (dati Brooks Italia).

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