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Dieta Lemme, fa dimagrire davvero? Ecco i rischi per la salute

di Cinzia Testa

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Dieci chili di perdita di peso in un mese: è quanto promette la dieta Lemme, dal nome di Alberico Lemme, farmacista ideatore del metodo, che promuove nel suo Centro di “filosofia alimentare” di Desio, nella provincia brianzola.

Un metodo, però, che lascia perplessi. Certo, è allettante l’idea di perdere così tanti chili in così poco tempo e ritrovare la shilouette perduta in vista dell’estate. Ma viene anche il dubbio che ci sia qualcosa di stonato in questo rapido calo. A partire dallo schema, che è composto in sostanza da pochi alimenti, da mangiare in quantità illimitate: pasta, carne e pesce.

Cosa si mangia?

Pasta, carne e pesce si mangiano anche a colazione. Per dare un’idea, anziché i tradizionali biscotti da intingere nel latte, è prevista la braciola di maiale, in un peso che può variare da 50 grammi a 10 chili. Niente frutta, verdura, dolci, sale, latte, soprattutto nella prima fase, della durata di circa un mese. Si passa poi a una seconda fase, cosiddetta di mantenimento, dove entrano altri alimenti, comprese alcune varietà di frutta e di verdura.

Si dimagrisce ma si riprende subito peso

«La dieta Lemme è sostanzialmente una dieta iperproteica e come tale provoca una rapida perdita di peso» interviene Stefano Erzegovesi, nutrizionista responsabile Centro Disturbi del Comportamento alimentare, Ospedale San Raffaele di Milano. «Ma come tante altre simili, quale la Dukan, non fa perdere in fretta solo massa grassa, ma anche acqua e massa muscolare. Il risultato è il ben noto effetto yo-yo, cioè un veloce calo e un’altrettanta veloce ripresa del peso».

Cosa dicono gli studi

A dimostrare questo effetto sono anche svariati studi clinici, che hanno analizzato proprio le diete iperproteiche come la Lemme. E che hanno evidenziato a distanza di tempo un incremento del 10 per cento del peso corporeo rispetto a quello registrato prima di iniziare la dieta. Non solo. Si modifica la composizione corporea e di conseguenza diventa difficile dimagrire, caso mai si volesse intraprendere un nuovo regime dimagrante.

I rischi per la salute

Tutto qui? No, macché. La moneta di scambio per una manciata di chili persi in fretta può essere costosa in termini di salute. «Li vediamo in reparto i risultati delle diete iperproteiche» interviene l’esperto. «Perché sovraccaricano gli organi e in particolare fegato e reni. Così, si alterano i livelli del colesterolo, di valori come Ves e Pcr che indicano lo stato di infiammazione nel corpo, e di quelli relativi alla funzionalità renale».

Il modo migliore per dimagrire

Se vogliamo dimagrire però una soluzione c’è: anziché la dieta Lemme, un regime alimentare "lemme-lemme", cioè che faccia perdere peso lentamente. Vale a dire, il piatto del mangiar sano dell’università di Harvard. «È in sostanza la nostra dieta mediterranea» dice il dottor Erzegovesi. «Il piatto va riempito per metà con verdura a piacere e una porzione di frutta. Nell’altra metà invece ci vogliono circa 70 grammi di cereali integrali e 100 grammi di carne oppure 200 di pesce o, ancora, due uova, o a scelta un etto di legumi (cotti)».

Ok le proteine, ma nelle giuste quantità

Con questa alimentazione, dicono gli esperti americani, si ottiene un calo di circa 1-2 chili al mese e nella giusta proporzione. Per intenderci, nessuna parte del corpo assume un aspetto “molle” e non si verificano cali di energia. «Il segreto sta nel gestire bene le proteine», conclude l’esperto. «Ricordiamoci sempre infatti che le proteine animali, quindi la carne, aumentano lo stato di infiammazione nel corpo. E questo fa sì, quando si abbonda, che diventi difficile nel tempo mantenere una bella linea. Meglio invece nell’arco della settimana consumare legumi una volta al giorno, che fra l’altro aiutano anche la regolarità intestinale. E negli altri sette pasti distribuire le altre proteine, dando però la preferenza al pesce».

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