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Elogio dell’uomo calvo

Dal nuovo look di James Franco a John Malkovich, da Luca Zingaretti a Giuliano Sangiorgi. C'è qualcosa di speciale negli uomini calvi. Che affascina e intriga. Ecco perché

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Dal nuovo look di James Franco a John Malkovich, da Luca Zingaretti a Giuliano Sangiorgi. C'è qualcosa di speciale negli uomini calvi. Che affascina e intriga. Ecco perché

Quando l’ho visto mi ha preso un colpo. James Franco calvo alla Festa del Cinema di Venezia.

Il capo lucido come una palla da biliardo contrastato da un paio di baffoni neri da gangster e occhiali scuri per evitare gli sguardi imbarazzati di chi, in quel ragazzo dall’aria truce, rimpiangeva il sex symbol di Il grande e potente Oz.

Il motivo di un gesto così azzardato è Zeroville, il suo nuovo progetto, dove interpreta un cinefilo così folle da tatuarsi persino Elizabeth Taylor sulla nuca.

Be’ certo James Franco è James Franco, eccentrico e sempre sopra le righe. Però a ben guardarlo non è poi tanto male.

Ci sono tipi che, anzi, per la legge della sottrazione, senza tanti ricci e orpelli ci guadagnano, perché sono già “tanto” per conto loro. Personalità fortissime che, se addolcite da una chioma, un po’ ci perdono.

Prendete Bruce Willis: diventa poco credibile se si sposta il ciuffo biondo dagli occhi mentre con un bazooka fa fuori un intero commando di cattivi (e se avete visto Il mondo dei replicanti sapete di cosa sto parlando).

O John Malkovich: esempio di seduzione raffinata e intellettuale, il visconte di Valmont de Le relazioni pericolose (qui però col parrucchino per ragioni di copione), è irraggiungibile con un completo elegante e la testa libera da qualsiasi distrazione. Solo così in lui spicca lo sguardo intelligente e ironico (non a caso, quando deve recitare la parte del pazzo si fa crescere due ciuffi sopra le orecchie come in Red).

Ma non sono i soli. Esempi di calvi seducenti non mancano.

Non hai specificato alcun template per il seguente blocco:



Cosa sarebbe il commissario Montalbano senza il physique du rôle di Luca Zingaretti e la sua calvizie (la stessa che ha fatto capitolare una bellissima come Luisa Ranieri)? E non siete d’accordo con me che Marco D’Amore sembrerebbe meno duro con una chioma fluente nei panni di Ciro l’Immortale della serie tv Gomorra?

Riuscireste poi a immaginare Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, il misterioso Michael Stipe dei R.E.M. o il grande Toni Servillo con i capelli?

Sono tutti eredi di Yul Brinner, il primo calvo che da piccola ho incontrato sullo schermo, una vera novità per il periodo: mia madre lo trovava irresistibile e io non capivo il perché.

Poi mi sono innamorata di un ragazzo con i capelli lunghi e folti che ora è mio marito e con gli anni è diventato calvo. Ma sapete una cosa? Così ci ha guadagnato… in fascino.

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