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Ho scoperto le bacche di Goji

di Stefania Carlevaro

Le bacche di Goji sono considerate un superfood: danno la carica, sono antiossidanti e sono anche buone. Ecco come prepararle

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Le bacche di Goji sono considerate un superfood: danno la carica, sono antiossidanti e sono anche buone. Ecco come prepararle

Carlevaro Stefania
Un'opinione di

Stefania Carlevaro

Giornalista di Donna Moderna, appassionata d’arte, velista curiosa e chef casalinga. Mamma...

Le ho trovate dal mio erborista: «Non le conosce? Sono le bacche di Goji, un superfood, ricchissime di minerali, vitamine e sostanze antiossidanti. Una vera carica di energia, perfette in questa stagione. Le provi». E così ho fatto.

Dopo una tale premessa, mi sono documentata e, in effetti, queste bacche che crescono su un arbusto originario della Mongolia vengono chiamate il frutto della longevità, perché contengono tanti principi nutritivi, vitamine del gruppo B, vitamina C ed E, minerali come zinco e cromo, grassi buoni, come gli Omega 3 e gli Omega 6, potassio e magnesio. Un tale concentrato di sostanze utili all’organismo che quasi quasi non ci credo.

Telefono al dottor Gianfranco Trapani, pediatra nutrizionista, omeopata ed esperto di medicina naturale «…Le bacche di Goji? Sì, è vero, fanno bene» – e mi confida di avere piantato l’arbusto in casa, una pianta bellissima che cresce velocemente.

«Certo non sono una panacea, ma se si consumano nell’ambito di un’alimentazione equilibrata possono essere utili. Perché sono un ottimo antiossidante naturale (per la presenza degli acidi grassi essenziali, gli Omega 3, che si trovano nel pesce e in pochi altri alimenti) e della vitamina C. Hanno anche una funzione antistress, stimolano il sistema immunitario e, per la presenza dei flavonoidi, sono antiage. In più, non fanno ingrassare, hanno un basso indice glicemico, cioè saziano senza alzare il livello degli zuccheri nel sangue».

Insomma, sembra che le bacche di Goji, siano davvero un alimento sano.

Quante mangiarne? Per gli adulti ne basta un pugno al giorno (da 1 a 3 cucchiai).

«Ci sono però delle controindicazioni: sono sconsigliate alle donne in gravidanza e allattamento, a chi ha la pressione alta, prende farmaci anticoagulanti ed è allergico ai pomodori» specifica il dottor Trapani.

E così, rassicurata, mi sono chiesta come assaggiarle: a cucchiaiate non mi sembrava sfizioso. Allora ho cominciato provandole a colazione, la mattina nello yogurt, come con il muesli. Ottime.

Poi ho sperimentato.

Pasta con la bottarga, pomodorini pinoli e bacche di Goji (un gusto aspro che sta benissimo con le uova di pesce).

Nel tabulé (perfette, soprattutto se si ammollano prima in un po’ d’acqua tiepida, come si fa con l’uvetta).

Sono golose nelle vellutate tiepide dell’estate: 1 cucchiaio di bacche qualche minuto prima di servirle in tavola.

E, consiglio del dottor Trapani,  si sposano anche con il cioccolato: le ho messe nell’impasto dei brownie e mio figlio ha sentenziato: «buonissimi».



Faranno davvero bene? Non lo so. È presto per dirlo (sono a metà del sacchetto, peraltro piuttosto caro).

Ma quando ne metto un cucchiaio la mattina nello yogurt, sento che sto facendo qualcosa di buono per me. Una piccola carezza all’anima. Che male non fa.

Ne avete sentito parlare anche voi? O avete provato qualche ricetta da condividere?

 

di Stefania Carlevaro

 

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