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La moda può migliorare il mondo?

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Alcuni noti esponenti del settore fashion hanno deciso di boicottare gli hotel del Sultano del Brunei. Servirà a cambiare la politica del sovrano?

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Alcuni noti esponenti del settore fashion hanno deciso di boicottare gli hotel del Sultano del Brunei. Servirà a cambiare la politica del sovrano?

Nei giorni in cui a Parigi si succedono le sfilate, neppure il più fanatico dei fashionisti può seriamente sostenere, secondo una battuta de Il diavolo veste Prada, che la moda sia un'«industria multimiliardaria che gira intorno alla bellezza interiore». Ma se la spiritualità, forse, non costituisce la quintessenza della moda, non è detto che lo sia la frivolezza. Anzi, in quanto rilevante comparto economico, il settore dell’abbigliamento ha la capacità di influenzarne altri, pure seri e determinanti, come la politica.

Non risulta dunque insensato l’annuncio di Anna Wintour, la mitica direttrice di Vogue America, su cui è ricalcato il personaggio cinematografico di Miranda Priestley: nel suo attuale soggiorno parigino, la potente giornalista non risiederà, come di consueto, all’hotel Le Meurice. «Per quanto sia consapevole del potenziale impatto che questa decisione possa avere sul meraviglioso personale dell’hotel non posso, in coscienza, prendere alloggio qui, né può farlo lo staff di Vogue» ha dichiarato.

Il motivo si lega alla proprietà dello storico albergo, uno sfarzoso monumento all’ospitalità che, come il Principe di Savoia di Milano e l'hôtel Plaza Athénée nella capitale francese, appartiene al Sultano del Brunei. Lo scorso aprile, il ricchissimo regnante ha annunciato l'introduzione nello Stato della sharia e della lapidazione per gli adulteri o chi commette atti sessuali contro natura.

Giancarlo Giammetti, socio di Valentino, ha invitato via Twitter a cancellare le prenotazioni per gli hotel del Sultano. Lo stesso ha fatto l’attrice Ellen DeGeneres, che ha chiesto ai colleghi di non soggiornare all’hotel Bel Air di Los Angeles. Ma davvero  i nostri acquisti e le nostre preferenze possono cambiare il mondo? Voi pensate che sia sufficiente? A me piace crederlo, anche se tutto dipende da quanti boicottano e chi sono i boicottati.

Interpellato dal New York Times sull’effettivo impatto delle decisioni dei vip, Roland Rust, docente di marketing all’Università del Maryland ha spiegato che «un calo di presenze, per quanto consistente e prolungato, non avrà molto effetto su un uomo che ha un patrimonio di miliardi e miliardi di dollari». Io apprezzo comunque il gesto, grazie al quale ho fatto una scoperta: che la moda può essere il proseguimento della politica con altri vezzi.

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