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Molla i freni, prova la danza afro

di Barbara Rachetti

Nella danza africana vale tutto: magre e grasse, sciolte e rigide, tutte possiamo farla. E divertirci. Perché l'unica regola è quella di lasciarsi andare, come ci spiega Silvia, maestra d'eccezione sul set di DonnaModernaLive

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Nella danza africana vale tutto: magre e grasse, sciolte e rigide, tutte possiamo farla. E divertirci. Perché l'unica regola è quella di lasciarsi andare, come ci spiega Silvia, maestra d'eccezione sul set di DonnaModernaLive

Mi piace la danza afro perché lì vale tutto. È la libertà assoluta, di testa e di corpo. Magre e grasse, sciolte e rigide, eleganti e non, tutte possono farla. E trarne grande soddisfazione. E poi mi piace perché in quella vibrazione continua dai piedi alla nuca, quella specie di trance a cui ti portano le percussioni, tutte possiamo essere noi stesse. Senza schemi da seguire, senza regole a cui obbedire. Che bel cambiamento di prospettiva! E come dev’essere rilassante calarsi in una lezione dove non ci si guarda allo specchio mentre si fanno le coreografie, dove non ci si misura con le altre e la loro "bravura", ma si dà voce semplicemente alla propria energia.

Ecco, secondo me il motivo numero 1 per cui vale la pena provare questa danza è proprio questo: il fatto che insegna a lasciarsi andare. Non solo col corpo (che già è difficile), ma anche con la testa. Silvia, la protagonista di una delle puntate di DonnaModernaLive, mi racconta di esserci riuscita. Adesso è diventata perfino insegnante. Lei, contabile in un ufficio, sedentaria per otto ore al giorno, alla sera si scatena con le sue allieve tra tamburi e percussioni. «Non è stato facile abbandonare la sensazione di essere sempre guardata e giudicata, come il fatto di guardare e giudicare le altre: come si muovono, i loro difetti. Ce l’abbiamo tutti proprio dentro» mi racconta. «Però, a un certo punto, la forza ipnotica della musica è tale che cominci a rilassarti, e quasi magicamente trovi dentro di te il coraggio di lasciarti andare». Certo, aiuta il fatto che la danza afro non è accademica, non è insomma la danza classica con le sue regole. Questa è una danza naturale, liberatoria. Gli unici movimenti “codificati” sono questi, semplicissimi:

- la postura di base: si sta sempre con le ginocchia piegate e leggermente divaricate

- le ondulazioni del bacino: tutto parte dai movimenti ondulatori che dal bacino si propagano alla colonna e poi alla nuca, alle braccia e alle mani

- i passetti dei piedi sul pavimento: le piante battono il suolo incessantemente ma con delicatezza, perché le ginocchia ammorbidiscono l’impatto.



Insomma, è semplice e alla portata di tutti. Tant’è che in Africa si balla dalla nascita alla morte, per festeggiare qualsiasi evento o anche solo per passatempo. «Per gli africani la danza è gioia, espressione di vita. Ballano sempre, dalla nascita alla vecchiaia» spiega Silvia. «Io grazie alla danza sono diventata più gioiosa e perfino fatalista: ho imparato a rilassarmi, a lasciarmi andare alle situazioni. Sicuramente a non vergognarmi».

Se volete provare anche voi, Silvia Capizzo insegna a Milano e fa parte del gruppo Afro Corpo e Mente in movimento, ora in tour con lo spettacolo Afro & Expression, di cui ha curato le coreografie con il maestro Adriano Oliveira.

A Milano ci sono anche i corsi di Thomas Art (clicca qui) e dell’associazione Mo ‘O Me Ndama  (li trovi qui)

Per Roma gli indirizzi sono su Afrodanza.it.

A Forlì c’è l’associazione culturale Khatawat.

A Genova il centro studi danza Mojud (www.mojud.it)

In Friuli Venezia Giulia l'associazione SewakileDambà e Officine Artistiche


 

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