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Quali mode sperate che non esplodano mai?

di Elisa Venco
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Ognuna di noi cerca di tenersi al passo con gli ultimi trend. Ma inizio a pensare che ci siano momenti in cui è meglio soprassedere

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Ognuna di noi cerca di tenersi al passo con gli ultimi trend. Ma inizio a pensare che ci siano momenti in cui è meglio soprassedere

Venco Elisa
Un'opinione di

Elisa Venco

Giornalista a Donna Moderna, dove si occupa di attualità, è la curiosità fatta persona. Ama le...

Ci sono tendenze che spero non attecchiscano mai veramente, qui in Italia. In particolare di due di esse, apparse di recente su giornali stranieri, mi auguro una sparizione quasi immediata.

La prima è quella “no deodorante” pubblicizzata dall’attrice Cameron Diaz, che ha dichiarato di non usare questo prodotto da anni, nonché di ritenere che l’antitraspirante provochi malattie. Può essere che sul secondo punto abbia pure ragione, ma, cara Cameron, poi ci credo che nella tua vita si succedano i fidanzati. «Questo amore è una camera a gas», cantava la Nannini. Ecco, io non aggiungo nulla, ma tu riflettici.

La seconda tendenza che vorrei boicottare è quella del neo irsutismo. Madonna ha esibito l’ascella non depilata accompagnando la sua foto con lo slogan «Long hair, don’t care» (ovvero: «peli lunghi, chissenefrega»). Lo ha fatto per rivendicare la lotta contro la bellezza stereotipata, ma secondo me anche perché, come mostra la stessa foto, il trucco e il botox non sono bastati  a renderla anticonvenzionale.

Contemporaneamente, migliaia di donne si sono unite al gruppo su Tumbler Hairy Legs Club postando scatti delle loro gambe non depilate. Anch’esse rivendicano la superiorità di una femminilità meno artefatta di quella imposta dalla società. «L’immagine propagandata dai media deumanizza le donne, non ne accetta l’aspetto naturale. Se gli uomini possono andarsene in giro con tutti i peli che vogliono e aspettarsi di essere amati, perché le donne no?», hanno spiegato. In parte non posso che convenirne:  depilarsi è una schiavitù. Lo pensate anche voi o siete amiche della ceretta?

In ogni caso, non prendetemi per un'antifemminista. Ammiro chi si adopera per  combattere i pregiudizi, superare i luoghi comuni, ribellarsi contro le imposizioni. Però a me queste rivendicazioni combinate, peli dovunque e niente deodorante, fanno un po’ paura. Il motivo? Io ogni giorno viaggio sui mezzi pubblici. Capisco che queste pasionarie 2014 si oppongano al vecchio detto «chi bella vuole apparire, un po’ deve soffrire» in nome del diritto di piacersi come si è. Ma perché, invece, far soffrire gli altri? Se proprio ci tenete, riparliamone in autunno. Per allora potrei perfino sostenervi.

 

 

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