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4 milioni non riescono a farne a meno 

Le dipendenze degli italiani: sesso, gioco e cellulare

di Neva Ganzerla  - 27 Aprile 2010

4 milioni.

Questo è il numero di persone che, in Italia, sono afflitte dalla dipendenza da sesso, gioco, lavoro e simili.

La SIIPaC  (Società Italiana Intervento Patologie Compulsive) ha fotografato le ossessioni degli italiani e ha

dimostrato che questi comportamenti toccano anche i giovanissimi, già dai 14 anni di età; ma ce n'è anche per donne e anziani.

La dipendenza più curata è quella da gioco d'azzardo. Ne è colpito il 3 per cento della popolazione e assume diverse forme.

Le donne e gli anziani sono più attratti dalle proposte più semplici come il lotto, il bingo o le slot machine; i giovani invecepartecipano a giochi d'azzardo online, più facili da nascondere ai genitori, o acquistano gratta e vinci, vietati per legge ai minorenni.

Il danno non è solo psicologico, ma anche economico. Un accanito giocatore finisce per dilapidare il patrimonio fino a "giocarsi" le proprietà immobiliari e a perdere tutti gli affetti.

Stessa fine per gli accaniti del sesso che rappresentano addirittura il 6 per cento della popolazione tra i 20 e i 45 anni.

Florinda Maione, psicologa responsabile della SIIPaC di Roma, spiega che la dipendenza da sesso "influisce sulla qualità dalla vita a tal punto da far perdere tutto. La persona dipendente dal sesso si rivolge ai centri di aiuto perché ha un forte danno economico considerando le cifre spese per prostitute e trans; ma anche perché sono così ossessionate dal sesso che non riescono a dedicarsi ad altro" e perdono la famiglia e addirittura il posto di lavoro.

La clinica specializzata nel trattamento delle "sex addition" si trova a Bolzano e il trattamento propone l'astinenza assoluta per tre mesi e l'occupazione di ogni momento della giornata con attività specifiche che distrggano il soggetto dal desiderio ossessionante.

Una patologia quasi completamente maschile è la dipendenza dal lavoro.

In Italia è colpito il 6 per cento della popolazione, poco meno che negli Stati Uniti o in Giappone, in cui i malati arrivano all'8 per cento della popolazione nazionale. Le categorie più colpite sono i giornalisti e i manager, a causa della mancanza di routine precise che non limitano il lavoro ad orari definiti.

Pandemica invece la dipendenza da cellulare: il 34,6 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 21 anni ammette di non poter fare a meno del cellulare, con comportamenti compulsivi come l'invio di 300 sms al giorno, il mancato spegnimento del telefono durante la notte, fino a veri attacchi di panico che si scatenano quando non si porta con se il proprio telefono (lo si è dimenticato, smarrito o è stato rubato).

Solo il 5,8 per cento dei ragazzi usa correttamente il cellulare, usandolo solo per effettiva necessità e trattandolo col normale distacco che merita un oggetto qualunque.

Una dipendenza tutta femminile invece è quella realtiva alle relazioni con il partner.

Le donne tra i 18 e i 60 anni, per paura di essere tradite o abbandonate dal partner, non riescono ad evitare di controllarlo, tempestandolo di telefonate o verificando gli sms inviati e ricevuti.

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