• Home -
  • Salute-
  • Anche tu puoi salvare un malato di leucemia

Anche tu puoi salvare un malato di leucemia 

La donazione del midollo fa pensare a un intervento rischioso. Niente di più falso: oggi per dare una speranza di guarigione a 2.000 italiani spesso basta sottoporsi a un prelievo di sangue

di Laura D'Orsi  - 27 Luglio 2010
Credits: 

Tips

 

Una su centomila. È la probabilità che un malato di leucemia riesca a trovare un donatore di midollo osseo compatibile e quindi si possa sottoporre a un trapianto. Eppure questa possibilità remota spesso è l’unica speranza di guarigione. «Purtroppo il numero dei donatori è in calo» spiega Nicoletta Sacchi, direttore del Registro Italiano Donatori Midollo Osseo dell’ospedale Galliera di Genova. «Perché c’è molta confusione sull’argomento. Per esempio, tanti confondono midollo osseo e spinale e credono che il prelievo sia rischioso. Mentre pochi sanno che si dona anche con un prelievo di sangue». Ecco una guida per chiarirsi le idee.

Per cominciare si controlla la compatibilità

Per diventare potenziali donatori, ci vuole un’età compresa tra i 18 e i 45 anni, in modo che le cellule prodotte siano le più vitali possibile. Non bisogna avere malattie infettive, cardiache, diabete o allergie. Basta fare poi un prelievo di sangue per eseguire la tipizzazione HLA, un esame che serve a stabilire il grado di compatibilità tra un donatore e un paziente. I risultati vengono quindi inseriti in un archivio elettronico collegato a 51 registri internazionali. Se si riscontra una compatibilità con un malato, si viene chiamati per ulteriori esami, fino all’eventuale donazione. Per sapere dove e come iscriversi al Registro basta cliccare su www.ibmdr.galliera.it oppure www.admo.it.

In un caso su due si fa tutto con una trasfusione...
Il “segreto” della terapia sono le cellule staminali della persona sana che, una volta trasfuse nel malato, iniziano a produrre nuovi globuli bianchi, rossi e piastrine. «Oggi la donazione si può fare anche con un semplice prelievo» dice la dottoressa Sacchi. «Oppure si ricorre alla tecnica tradizionale con un intervento in anestesia generale. È il medico che segue il malato a dire qual è la soluzione migliore, ma il donatore può dire quale preferisce.
Con il nuovo sistema il sangue prelevato viene fatto passare in una macchina per estrarre le cellule staminali e poi viene subito reinfuso al donatore. Il procedimento dura circa un paio di ore. Per ottenere un numero sufficiente di cellule nei cinque giorni prima del prelievo bisogna prendere un farmaco che ne stimola la produzione e che può dare un po’ di spossatezza e mal di testa.

...altrimenti serve un giorno di ricovero
Il metodo tradizionale è usato circa nel 50 per cento dei casi e prevede il prelievo del sangue midollare dalle ossa del bacino utilizzando una siringa con un ago un po’ più grosso del normale. Contemporaneamente al donatore viene trasfusa una sacca del suo stesso sangue in modo da compensare subito quello che gli viene tolto. Il giorno dopo, si viene dimessi e bisogna stare per qualche ora a riposo. Si può avvertire un po’ di stanchezza e di indolenzimento nella zona della puntura, ma nel giro di un paio di giorni tutto torna alla normalità.

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
 
 
salute/Anche-tu-puoi-salvare-un-malato-di-leucemia$$$Anche tu puoi salvare un malato di leucemia
Mi Piace
Tweet