Il bacio è lo tsunami dell’eros  

Una biologa americana ha scritto un manuale sul gesto più eccitante. E ci svela come raggiungere l’estasi con un tocco a fior di labbra

di Giusy Cascio  - 10 Gennaio 2012
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Photoshot

 

Elisa ci scrive: «Vorrei qualche informazione pratica sul bacio. Rispetto alle prime goffe effusioni di quand’ero ragazza, la mia tecnica non si è evoluta. Cosa dovrebbe succedere per provare piacere?».

Per trovare la risposta abbiamo intervistato la biologa americana Sheril Kirshenbaum, autrice del nuovo libro La scienza del bacio (Raffaello Cortina) e a tutti gli effetti “massima esperta” dell’argomento.

«La tecnica, diversa per ciascuno, si affina con la pratica. A Elisa e a tutte le lettrici consiglio di baciare il partner ogni volta che scatta l’impulso, senza ragionarci troppo» spiega al telefono dal suo studio dell’Università del Texas. «E di farlo, a lungo, soprattutto prima del rapporto, quando il desiderio è all’apice. Così il contatto bocca a bocca sarà più passionale. Il bacio è un “tiramisù” naturale che dà una leggera ebbrezza, un goloso senso di euforia. Nel corpo è uno tsunami: il cervello riceve più ossigeno, le guance si arrossano, le pupille si dilatano. E, grazie allo scambio di testosterone attraverso la saliva, la libido sale».

L’estasi si può raggiungere perfino con un lieve tocco a fior di labbra se nel frattempo si accarezzano altre zone erogene come nuca e collo.

Perché il “contatto” sia davvero travolgente, poi, non bisogna solo assaporarlo, ma annusarlo: «Provate a sentire il profumo sul viso dell’altro e liberate i ricordi» conclude la dottoressa. «A quale odore buono dell’infanzia vi riporta?».

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