Quel brutto vizio di non fare sesso sicuro 

Non usare il preservativo è una brutta abitudine, che contagia i giovanissimi. E non solo...

di Sofia Natella  - 20 Luglio 2011
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Quanto pensiamo al sesso, solitamente lo facciamo in modo estremamente ideale, romantico, e l'amplesso diventa un morbido scivolare di corpi, senza ostacoli né barriere. Anche nei film - e non solo porno, nella maggior parte delle pellicole in cui ci sono scene di sesso - l'unione sessuale avviene così, semplicemente. Senza che nessuno si preoccupi di fare sesso sicuro - né le nostre fantasie, né gli attori - usando il preservativo.

Peccato che anche nella realtà, in cui esistono - concretissime e a dir poco spiacevoli - le gravidanze indesiderate e le ben più temibili malattie a trasmissione sessuale, moltissime persone si comportino nello stesso modo, come se non esistessero rischi legati al sesso senza protezioni, soprattutto durante i rapporti occasionali.

A testimoniare la facilità con cui si fa sesso senza protezioni, arrivano due indagini.

La prima, condotta dalla Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), ha rivelato attraverso un sondaggio su 1.131 maturandi che solo il 30% porterà con sé il preservativo durante le vacanze, anche se il 64% dichiara di avere intenzione di avere rapporti occasionali. In più, a giudicare dai dati del sondaggio, i giovanissimi sembrano essere piuttosto precoci e promiscui: il 32% ha avuto il primo rapporto prima dei 15 anni e il 9% ha già avuto (a circa 18 anni) più di 10 partner diversi. Per giocare d'anticipo, la SIGO ha organizzato una campagna di prevenzione prima dell'estate - stagione ricca di avventure e poverissima di precauzioni - con l'iniziativa parti sicuro con Travelsex.

Sarà l'incoscienza della gioventù? Macché.

La seconda indagine, svolta da incontri-extraconiugali.com, rivela infatti che anche gli over 40 (quindi i potenziali genitori dei ragazzi del sondaggio precedente...) hanno la stessa brutta abitudine di non usare il preservativo durante il sesso occasionale, per l'esattezza il 65% degli uomini e il 55% delle donne, percentuali decisamente alte considerando che gli adulti dovrebbero essere più saggi dei giovani.

Qualcuno forse lo fa perché ama il brivido della trasgressione (e del pericolo?), ma la motivazione principale è: "Non è necessario".

E qui si arriva al nocciolo della questione: il rischio di contrarre malattie veneree - come l'AIDS, se qualcuno se ne fosse dimenticato - non è percepito. Si fa sesso sentendosi invincibili, durante un'avventura con un semi-sconosciuto, con l'unica controindicazione di una gravidanza indesiderata, da poter evitare assumendo già la pillola, con metodi rudimentali come il coito interrotto o di emergenza come la pillola del giorno dopo. Ma le malattie a trasmissione sessuale non si curano così facilmente, e a volte non si curano affatto.

La cosa peggiore, poi, è che si trasmettono: così, si rischia di contagiare anche il partner - quello di sempre ma anche il prossimo amante - con il ricordo di una innocente scappatella estiva, diffondendosi sempre più, e senza controllo perché spesso i controlli sulle MST non vengono effettuati: "figurati se capita a me", ci si dice, dandosi indulgenti pacche sulle spalle. Ma ultimamente si è sviluppato un nuovo ceppo di gonorrea resistente agli antibiotici, e il Centro europeo per il controllo delle malattie ha lanciato un nuovo allarme clamidia.

Per risolvere - o almeno arginare - il problema basta fare una cosa semplicissima: usare il preservativo (ne esistono per tutte le esigenze e per tutti i gusti), sempre, durante i rapporti occasionali. E trasmettere un'educazione sessuale sana e sicura ai propri figli.

Non ci sono scuse né passioni che tengano.

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