Come il sesso kinky cambia il piacere 

Perché tante persone praticano sesso estremo? Cosa le spinge verso giochi erotici di dominio e sottomissione? L'abbiamo chiesto all'esperto e abbiamo scoperto che il sesso kinky cambia anche la nostra percezione del piacere. Il risultato? Orgasmi davvero estremi

di Sofia Natella
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Parliamo di sesso kinky, ovvero: non convenzionale. Comprende tutte quelle pratiche e gusti sessuali che qualcuno potrebbe considerare bizzarri, feticismi e giochi di dominio e sottomissione compresi. Che siano soft o estremi, non si tratta di un fenomeno di nicchia né di una novità, nonostante questo tipo di erotismo sia stato riportato recentemente sotto le luci della ribalta dalla trilogia Cinquanta sfumature: a praticare sesso kinky in Italia, infatti sono circa 4,5 milioni di persone.

Ma perché più di un adulto su dieci preferisce l'eros a tinte forti (contrapposto a quello vanilla, il sesso "base" per così dire, come la vaniglia è la base per tanti gusti di gelato) e vanno alla ricerca di esperienze intense, estreme? Cosa rende piacevoli i giochi di dominio-sottomissione?

Abbiamo rivolto queste domande al sessuologo e psichiatra dello IES Alberto Caputo, che già nel 2009 aveva analizzato il fenomeno con un'indagine in chiave femminile... e abbiamo fatto scoperte interessanti. La prima, è che il sesso kinky ha un forte impatto sulla nostra visione della sessualità e che cambia anche la nostra percezione del piacere.

Caputo ci spiega anche che «chi pratica sesso kinky è spesso molto meno imbrigliato da remore morali e molto più consapevole del proprio corpo e della propria mente. Ed è proprio questa maggiore apertura mentale che permette di estendere i propri orizzonti sessuali. Infatti, la prima differenza rilevante, rispetto a chi pratica una sessualità più convenzionale, è che le donne che praticano giochi di dominio-sottomissione decidono di accedere ad una gamma di sensazioni, stimolazioni, fantasie, emozioni ed esperienze molto più ampia», che portano spesso e volentieri a raggiungere una dimensione più profonda dell'intimità e del piacere.

Per fare qualche esempio, secondo l'indagine, le donne-kinky praticano l'autoerotismo, il sesso anale, usano vibratori e fantasie erotiche in percentuali molto maggiori alle donne-vanilla. E hanno anche un maggior numero di partner. «Ed è proprio la varietà e la quantità di queste esperienze che spesso determina un aumento della qualità del piacere».

Il piacere, infatti, si costruisce e si trasforma continuamente. «Ogni volta che viviamo un'esperienza piacevole - spiega Caputo - si stabilisce una connessione cerebrale verso un nuovo mondo sensoriale ed erotico». E nel momento i cui i nostri confini sessuali e la gamma di esperienze che facciamo diventano più ampi e più vari, come nel caso del sesso kinky, va da sé che le possibilità di connessione al piacere si moltiplicano. «Così abbiamo la possibilità di vivere fantasie, desideri, sensazioni ed emozioni che altrimenti rimarrebbero inespresse» aggiunge il sessuologo.

Ad esempio, la natura apparentemente rischiosa o proibita dei giochi erotici di potere può aumentare il piacere, l'accostamento tra piacere e dolore può creare sensazioni inedite, perché «nel cervello le due aree distano solo pochi millimetri e stimolare l’una vuol dire stimolare anche l’altra, così che spesso le sensazioni sconfinano, contaminandosi e alimentandosi a vicenda» spiega l'esperto.

Non solo: «nei giochi di dominio e sottomissione a volte è possibile - quando ci si affida al partner - raggiungere un tipo di orgasmo particolarmente intenso, che si verifica senza contrazioni del perineo ma che lascia spazio a una sensazione travolgente, di mancamento, di estasi. Una vera e propria petit mort».

Peccato che questa trance erotica non sia poi così facile da ottenere. Infatti, dai dati rilevati, emerge che chi pratica sesso kinky ha sì più possibilità di piacere e di provare orgasmi multipli rispetto alle donne-vanilla, ma ha anche bisogno di stimolazioni più intense e prolungate per poter raggiungere l'apice. «Probabilmente, questo succede perché, con l'aumentare dei tipi di sensazioni e di esperienze, il nostro bagaglio erotico diventa sempre più complesso e articolato».

In ogni caso l'orgasmo non è l'obiettivo, semmai una conseguenza delle proprie esplorazioni sensoriali e delle dinamiche di potere. In chi pratica sesso non convenzionale infatti è presente un certo spirito di ricerca -  «la cosiddetta novelty seeking», puntualizza Caputo - che domina, e che porta le donne che fanno sesso kinky ad avere «un’ottima percezione, conoscenza e consapevolezza delle proprie zone erogene e delle proprie fantasie erotiche». Insomma, oltre a cercare il piacere, sanno anche come trovarlo, tra corpo e mente.

Da sole, ovviamente, ma anche in coppia. «Il livello di fiducia, comunicazione, e abilità di negoziazione richiesti nei giochi di dominio e sottomissione, ad esempio, creano una straordinaria intimità erotica ed intensità emotiva - spiega Caputo - Inoltre, l’enorme varietà di giochi kinky mitiga la tendenza del sesso tradizionale a diventare routinario e monotono, rendendo più divertente ed entusiasmante la sessualità di coppia».

Per chi volesse provare a sperimentare il sesso fuori dagli schemi, il sessuologo ha un ultimo consiglio: «prendete quel c’è di buono nel sesso estremo e trasformatelo in un sesso intelligente e libero dai tabù».

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