Crisi di mezza età femminile: sintomi e durata 

Spesso la crisi di mezza età cambia la vita di una persona, non necessariamente in peggio. Se anche tu ti trovi in questo delicato passaggio, scopri come affrontarlo al meglio e goderti la vita

di Lidia Pregnolato
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Olycom

 

Per anni, la crisi di mezza età ha evocato un variegato repertorio di luoghi comuni, spesso irrealistici e drammatizzanti. Anche per questo, oggi, si tende a non definirla più come crisi, bensì come transizione di mezza età.

Gli esperti di salute mentale affermano che il termine crisi, infatti, spesso è inappropriato, perché sebbene questa fase della vita possa essere caratterizzata da disturbi fisici e psicologici, può anche rappresentare un periodo di grande crescita interiore.

Nel caso della donna questa fase è quasi sempre coincidente con il periodo della menopausa, sicuramente un momento molto delicato e non sempre facile da gestire, dato che la nostra cultura propone ancora troppo spesso l’ideale di un "forzato giovanilismo".

Sia gli uomini che le donne hanno le medesime probabilità di sperimentare la crisi o transizione di mezza età. L’unica differenza consiste nel modo in cui viene affrontata.

Le donne tendono a basare il proprio valore sulle relazioni interpersonali, anche se alle spalle hanno avuto una carriera lavorativa di successo. Quindi, sono più inclini a valutare con maggior criticità la loro performance come mogli, madri o entrambe le figure.

Tutto è in subbuglio dal punto di vista fisico, psicologico, spirituale. Per alcune può essere illuminante, per altre difficile. Il modo con cui viene affrontata questa fase della vita dipende da una serie di fattori, tra cui il sostegno del partner e delle persone care e la propria forza di carattere.

«Il senso della crisi di mezza età sembra quindi legato a un momento in cui la maggiore consapevolezza della finitezza del nostro essere ci costringe a fare i conti con domande profonde ed esistenziali, legate al tema del chi siamo e del chi vogliamo essere», commenta la Dr.ssa Sabina Rasia, Psicologa-Psicoterapeuta operante presso lo Studio Cattabeni di Milano. «Per poter rispondere a tali interrogativi è richiesto il coraggio di guardarsi dentro, affrontando un viaggio interiore spesso tortuoso e per nulla scontato. È una viaggio, però, che al di là delle sue difficoltà, potrà aiutarci a rivelare parti di noi finora sopite, escluse, non riconosciute, permettendoci da una parte di riconciliarci con i nostri desideri, pensieri, sentimenti e dall’altra aprendoci a prospettive ancora inedite del nostro vivere, attraverso cui riappropriarci della responsabilità e libertà di realizzare i nostri valori e significati di vita».

I sintomi

Non ci sono sintomi comuni a tutte le donne e necessariamente sempre presenti che identificano la crisi di mezza età.

I più comuni sono: maggiore insicurezza, conflitti con il partner più frequenti, rimuginio sugli errori commessi in passato, noia e mancanza di obiettivi e stimoli.

Senza dubbio, uno dei segni più evidenti di tale crisi si manifesta con la necessità di tornare a essere giovani. Questo sentimento può portare a cercare nuove esperienze, a fare cose prima non fatte per varie ragioni, a vestirsi come adolescenti, a frequentare locali o discoteche, ecc.

Questo nuovo atteggiamento nei confronti della vita può trasformarsi in un meraviglioso risveglio, in una forte motivazione che ci allontana dalla routine, ma può anche provocare una grande nostalgia che ci blocca e ci spinge a vivere una sorta di letargo mentale ed emotivo, facendoci dimenticare che, in realtà, ci sono ancora moltissime cose da poter fare.

La durata

Per quanto riguarda la durata della transizione di mezza età, non c'è un lasso di tempo predefinito. Per qualcuno questo periodo può durare alcuni mesi, per altri anche anni. Tutto dipende non solo dal carattere di ciascuno, ma anche del suo passato, dallo status sociale, dall'atmosfera familiare e dal supporto che riceve.

La scienza, comunque, ci consola provando che toccato il fondo non si può che risalire. Una volta imparato ad accettare la propria vita per quella che è, sommato al non dannarsi più ripensando al passato, si ritrova la serenità che si pensava per sempre perduta.

Se ti trovi, quindi, nel punto più basso della parabola del benessere, cerca di considerare la situazione con filosofia e realismo: le cose non possono che andare meglio di così.

Alcuni consigli pratici

- Mantieni un atteggiamento positivo: l’età porta esperienza, saggezza e conoscenza. Hai ancora molti anni davanti e non vale certo la pena viverli soffrendo.

- Goditi la vita: l’esperienza di essere cresciuta e aver attraversato molte difficoltà ti rende ancora più interessante, oltre che più forte. Hai un maggiore autocontrollo e difficilmente ti troverai a non sapere le conseguenze delle tue azioni. Ricordati sempre che il miglior momento da vivere è il “qui e ora”. Non associare la gioventù alla felicità: in ogni tappa della vita si può essere felici.

- Rifletti: a metà della tua vita è un buon momento per pensare a ciò che hai fatto e a ciò che puoi ancora fare. Non è troppo tardi per portare a termine un progetto, per realizzare un sogno e per mettere in cantiere nuovi traguardi da raggiungere.

Oltre a questi suggerimenti la Dr.ssa Rasia ne suggerisce due ulteriori:

- Accetta i cambiamenti fisici: l’essere attraente passa sì attraverso il corpo, ma rimanda anche alla mente. Se per tutti noi è innegabile l’importanza del vedersi bene e del sentirsi a proprio agio con l’aspetto fisico, è altrettanto importante comprendere che tali aspetti sono strettamente intrecciati anche con la nostra serenità interiore fatta di motivazioni, emozioni, autostima, accettazione di sé.

- Vai alla ricerca di te stessa: finché nelle nostre scelte permetteremo di essere condizionati da bisogni indotti, da modelli da imitare ed ideali irrealistici, saremo spesso confusi e sviati da apparenze e comportamenti che potenzialmente non ci appartengono e che non ci permettono di esprimere in modo autentico chi siamo.

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