I Drag King chi sono? 

"C'è chi si traveste da meccanico, chi da bullo di quartiere e chi da palestrato" spiega Julia, "Quando saliamo sul palco siamo uomini. Noi drag king ci sottoponiamo a rituali di ore  torturanti. Per prima cosa si procede al binding, cioè la fasciatura del seno...

di Monica Maggi  - 23 Marzo 2009

Festival, rassegne d'arte, performance di musica e danza contro la censura. I drag king oggi entrano ufficialmente nella storia della cultura italiana: sono le donne che cantano, ballano, recitano, mimano in panni maschili.

Attenzione: si scrive un drag king e non una.

Julia

(istruttiva la sua pagina su Myspace)  spiega, "C'è chi si traveste da meccanico, chi da bullo di quartiere e chi da palestrato". Trovate anche le sue fotografie da drag king. Continua Julia, "Quando saliamo sul palco siamo uomini, e io di fronte alla platea mi presento così: doppiopetto, camicia immacolata, cappello a cilindro. Inappuntabile. Irresistibile. Un dandy. Lavoro e dolore. Le donne che si avventurano nei panni di un drag king si sottopongono a rituali di ore quasi torturanti. Per prima cosa si procede al binding, cioè la fasciatura del seno. Per fare questo occorre essere in due: una tiene le braccia alzate, l'altra le avvolge il torace con una fascia elastica, di quelle che si usano per assottigliare il busto. Il seno deve sparire, rientrare, diventare un ricordo.

Fa male? Sì, fa male, lo confermano tutte. Una volta che il torace è piatto e la fasciatura concede persino un'idea di muscolo pettorale, non resta che esercitare la voce, tentando di abbassarla il più possibile, e imparare a camminare e a gesticolare come un uomo. I primi tempi, racconta Julia in arte Julius, è stata dura: non riusciva a ricavare un pene posticcio con gli strumenti a disposizione. Ci provavo appallottolando un paio di collant, ma sono stata a toccarmelo e spostarlo tutta la serata per sistemarlo bene. Adesso capisco gli uomini che stanno sempre lì con la mano. C'è chi si traveste da meccanico, chi da bullo di quartiere, chi da dandy un po' effeminato, chi da palestrato. Etero e lesbiche non importa: nel pubblico ci sono soprattutto donne, e io vedo che effetto faccio su di loro, come se davvero fossi un uomo. Ma io davvero per una sera lo sono.

Ti senti più uomo? No, anzi. Da quando ho imparato e assorbito gli stereotipi maschili, mi sento più femmina. Strano vero? Studiare il linguaggio del loro corpo mi fa capire il mio, perché afferro la differenza. Quando il travestimento è finito, ci chiediamo imbottita al punto giusto? (in inglese are you packed today?) e ci mettiamo a ridere. Oggi Julia si esibisce in performance tra arte e letteratura. Nel 2007 la mia compagna  Kyrham ed io abbiamo dato vita ad una rivisitazione di Amore e Psiche. Creando una performance sull'equivoco amoroso.

Angela:

Con le immagini di Kings of masculinity Angela Potenza presenta il risultato del percorso di ricerca sull´identità di genere. Le sue fotografie ritraggono alcuni drag kings italiani nella densa penombra dei camerini, il luogo dove avviene la trasformazione. La vestizione, come una cerimonia, è fatta di piccoli gesti e meticolosi aggiustamenti. Un travestimento erotico che nasconde alcune cose e ne aggiungealtre. Un rituale che ha fine solo nel momento in cui, testimone e complice lo specchio, si completa la rinascita. Allora si è pronti alle luci del palcoscenico. Lo spettacolo di una nuova identità desiderata e incarnata può avere inizio...

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