Gli otto sensi dell’eros 

Un grande psicanalista invita a riscoprire il gusto, il tatto, l’olfatto, la vista, l’udito. Non solo. Aprire altri tre canali sensoriali del corpo aiuta a riscoprire un’intimità di coppia più gioiosa

di Giusy Cascio  - 31 Maggio 2011
Credits: 

Corbis

 

Ci hanno sempre detto che il primo e più importante organo sessuale è il cervello. Contrordine: è una convinzione errata che rischia di mentalizzare troppo l’intimità. Con il risultato che oggi si fa sempre più sesso virtuale che reale, usando la testa e non il corpo.

A dirlo è un grande psicanalista, Claudio Risé. Nel suo nuovo libro Guarda Tocca Vivi (Sperling &Kupfer,16,50 euro), in libreria dal 17 maggio, invita a riscoprire il piacere dei sensi. «Siamo a tal punto diventati schiavi della razionalità da sviluppare vere e proprie sindromi come la Starlust: fare l’amore con il partner pensando all’attore, alla star o al mito irraggiungibile» spiega Risé. «E non si tratta più di classiche fantasie adolescenziali, ma di pericoli che minacciano la coppia adulta».

Il primo passo da fare per riscoprire tutta la dolcezza e la gioia della carnalità è riappropriarsi delle radici. «Gli anglosassoni lo chiamano fare grounding» racconta l’esperto. «In sostanza avere i piedi per terra e agire di pancia in modo letterale, non metaforico: scaricando, cioè, l’energia vitale nella sessualità attraverso la riscoperta delle parti basse del corpo, quelle viscerali. Possiamo vivere il rapporto e l’orgasmo che ne segue come una forte esperienza fisica: una bella corsa, una sciata, una cavalcata».

Come sifa, praticamente? «Non ci sono ricette universali, perché le coppie sono fatte di individui e ciascuno di noi ha un senso-guida, attraverso cui scopre e conosce il mondo, che va assecondato» avverte l’esperto. «Basta avere fiducia nelle sensazioni e lasciarsi andare al dono di libertà che offrono».

Di più, oltre alla vista, al gusto, al tatto, all’uditoe all’olfatto, si possono aprire e sviluppare altri tre canali sensoriali.

«Il senso di sé, che risponde alle domande “Chi sei?” e “Cosa vuoi?”, il senso del movimento, cioè dove ti porta il corpo e da cosa è naturalmente attratto, e infine il senso dell’altro: l’accoglienza e l’ascolto delle esigenze del partner» dice Risé. La spinta dell’eros, quindi, non è qualcosa di astratto, ma parte dal basso. Ritrovarla è facile come prendere fiato. «Sì, perché solo con il gesto di inspirare ed espirare ognuno può scoprire lo Hara, il proprio centro vitale profondo, secondo gli orientali» spiega l’esperto. «Cercatelo in piedi, a metà tra il pube e l’ombelico, con piccoli movimenti rotatori del bacino». È il punto che dà maggior equilibrio, benessere e facilita la respirazione.

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
 
 
salute/Eros-psiche/otto-sensi-eros$$$Gli otto sensi dell’eros
Mi Piace
Tweet