Il porno è in crisi? 

Sapete perché l'industria del porno si piace sgranata e non vuole affatto una transizione verso i formati video ad alta definizione? Perché essi mettono troppo in evidenza i difetti degli attori e, soprattutto, delle attrici...

di Monica Maggi  - 08 Agosto 2008

Secondo Silvio Bandinelli, produttore della Showtime e regista porno, il cinema hard non sta scomparendo, anzi. Da una parte, l'industria cinematografica hard, o almeno la parte che se lo può permettere, ha iniziato a far uscire i suoi film di punta su diverse piattaforme, come il video e il cellulare. Questo proprio per cercare di coprire il mercato e assicurarsi un ritorno soddisfacente. Dall'altra parte, l'industria del porno non vuole affatto una transizione verso i formati ad alta definizione. Perché essi mettono troppo in evidenza i difetti degli attori e delle attrici. E quindi il percorso dell'hard continua su due strade parallele. L'industria del cinema hard gode di buona salute. Lo dice la decima edizione degli AVN Awards, l'oscar del porno che si tiene da anni a Las Vegas. Miglior attore protagonista, migliore attrice, sceneggiatura, regia: a gennaio ogni anno vengono assegnati premi e sfilano sul red carpet i migliori nomi dell'hard. Chi vince? Negli Stai Uniti da anni la top ten del cinema porno resta immutata: c'è sempre la pornodiva Jenna Jameson con il suo I Dream of Jenna 2 in testa alla classifica dei dvd a luci rosse più venduti. Però il nostro Rocco incalza con il capitolo finale dell'epico Furious Fuckers. La lungimiranza sta nel fornire, dice Bandinelli, il cinema in salse diverse. Come ha fatto la Vivid Entertainment, uno dei colossi dell'hard, che da poco vende dvd completi attraverso la piattaforma CinemaNow. Che un semplice download sia davvero il destino dell'hard?

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