La PA si fa green 

Sempre più verde il sistema di acquisti degli Enti statali . E la ristorazione pubblica si avvicina alla scelta  vegetariana

di Neva Ganzerla  - 12 Aprile 2011
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LWY

 

A seguito dell'adozione del GPP (Piano d'azione per la sostenibilità ambientale sui consumi) proposto dalla UE, la pubblica amministrazione italiana interviene nei consumi statali promuovendo iniziative che tengano conto delle esigenze dell'ambiente.
 
Secondo quanto scritto nelle direttive contenute nel GPP "le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”. Questo significa che tutti gli acquisti e le forniture commissionate dagli Enti pubblici (dagli arredi alle ristrutturazioni, dall'illuminazione pubblica alla gestione dei servizi energetici) saranno commissionate e scelte anche in base ai principi di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
 
Nel settore della pubblica ristorazione questo si traduce in menu green, con meno carne e materie prime di origine biologica.
 
Accogliendo anche i suggerimenti delle associazioni ambientaliste, il Ministero quindi si rivolgerà a fornitori alimentari che abbiano standard di produzione alimentare ecologici elevati, se necessario anche a scapito della convenienza economica.
 
Si presterà quindi più attenzione al benessere animale e all’impronta ecologia dagli allevamenti intensivi. Le materie prime utilizzate proverranno preferibilmente da produzioni biologiche e le uova servite saranno frutto di allevamenti bio o con galline allevate all'aperto (come previsto dalla Direttiva europea 74/1999 che prevede la prossima chiusura degli allevamenti avicoli che utilizzano il metodo di allevamenti "in batteria", che causa enormi sofferenze agli animali).
 
Roberta Bartocci e Paola Segurini del settore Vegetarismo della Lav, affermano che “I nostri suggerimenti sono stati accolti e questo per noi rappresenta un notevole riconoscimento. Il documento del Ministero è un importante strumento per favorire l’adozione di menu vegetariani nella ristorazione collettiva”.
 
È un passo molto importante verso un'economia più rispettosa dell'ambiente. La sola ristorazione scolastica italiana fornisce infatti ogni anno oltre 2 milioni di pasti. Secondo i calcoli della Lav, se le aziende di ristorazione e le amministrazioni appaltatrici decidessero di istituire ogni settimana il "giorno vegetariano", questo corrisponderebbe a 3.320 tonnellate di CO2 risparmiata al giorno, 126.160 ogni anno. Il corrispettivo di 22 milioni di km percorsi con i mezzi pubblici anziché in automobile.
 
Come afferma il documento emesso del ministero dell'Ambente: "Per avere un’idea del potenziale del GPP sul mercato europeo basti considerare che i volumi di spesa per acquisti delle PA in Europa sono mediamente pari al 16,3% del PIL (corrispondenti a 1.500 miliardi di Euro)". Intervenire su questa enorme voce di costo con una nuova politica di risparmio, significa tagliare ragguardevolmente le spese inutili.

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