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Di cosa si ammalano gli immigrati in Italia? 

Un'istantanea sulla salute degli immigrati in Italia. Le malattie più comuni, la cura e la prevenzione

di Neva Ganzerla  - 11 Giugno 2010
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Nel nostro Paese gli immigrati che hanno bisogno di cure si rivolgono alle strutture sanitarie solo in caso di reale necessità: per mancanza di informazioni o per timore di un contatto con le strutture pubbliche, gli stranieri non si sottopongono né alle offerte di prevenzione e di diagnosi precoce, né si affidano alle cure dei medici del SSN.
In Italia ci sono due tipi di immigrati: quelli che provengono dai Paesi a forte pressione migratoria, e quelli che vengono da Paesi a sviluppo avanzato (per esempio gli italiani che migrano da sud a nord).
Questa differenza di provenienza genera due diversi bisogni sanitari. La situazione è stata recentemente analizzata dall'Istituto Superiore di Sanità, che ha coordinato il progetto Migrazione e Salute, voluto e finanziato dal Ministero della Salute che ha fotografato la situazione, analizzando anche le politiche regionali per gli stranieri.

Ricoveri: per i paesi a forte pressione migratoria, le diagnosi più ricorrenti sono fratture, traumi, bronchiti e appendiciti acute. I paesi a sviluppo avanzato vengono ricoverati soprattutto per patologie cardiache.

Day Hospital: in entrambi i gruppi al primo posto ci sono i day hospital per chemioterapia. Seguite da malattie infettive per i paesi a forte pressione migratoria e le patologie croniche (diabete) per i paesi a sviluppo avanzato.

Donne: le donne dei paesi a forte pressione migratoria si recano in ospedale principalmente per partorire. Quelle provenienti dai paesi a sviluppo avanzato per patologie cardiache e artrite.

Interruzione di gravidanza: Il 41per cento degli accessi  delle donne provenienti da paesi a forte pressione migratoria è correlato alla volontà di abortire. Solo il 4% per le donne dei paesi sviluppati ricorre all'aborto.

Malattie sessualmente trasmissibili: 18mila nuovi casi tra il '90 e il 2008. Le persone a cui viene diagnosticata un'infezione sessuale sono per lo più maschi, eterosessuali, a bassa scolarizzazione. Non fanno uso di droghe, ma nel 20% dei casi hanno già contratto un'infezione dello stesso tipo.
Le più frequenti tra gli immigrati sono la gonorrea (9,3% contro il 4,1% degli italiani), sifilide latente (15,6 contro il 6,9%), la clamidia (8,1% contro il 5,7%).
Bassa la frequenza di HIV, riscontrata più spesso negli italiani (5,3% contro 8,8%)

Per quanto riguarda le politiche locali (diverse in ogni regione a seguito del decentramento amministrativo e politico), la Puglia risulta essere la regione più attenta ai bisogni dei cittadini grazie al suo impegno nell'istituzione di linee guida regionali, alla promozione della prevenzione e di uno stile di vita sano, alla formazione di figure professionali capaci di mediare tra sanità e assistenza sociale.
In classifica seguono il Triveneto; fanalino di coda Calabria e Basilicata.

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