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Ippoterapia: sussurra al tuo cavallo 

Con questo animale si crea un legame intenso e non solo se lo cavalchi. Puoi anche accarezzarlo, abbracciarlo. Lui ti restituisce calma e felicità. Non a caso è usato come una vera e propria terapia

di Anna Pugliese  - 29 Novembre 2011

Che i cavalli fossero amici dell’uomo si sapeva. Che calmassero gli spiriti inquieti anche. Ma che fossero in grado di restituire la sicurezza minata dal naufragio di un rapporto di coppia, o di ristabilire il contatto nel dialogo tra genitori e figli, è una novità. Lo sostiene la zoo antropologia, una disciplina recente che studia il comportamento degli animali e come avvicinarli all’uomo per aiutarlo a trovare il benessere.
In quest’ottica il cavallo non si cavalca più, si abbraccia e si accarezza, alla ricerca di una pace che nasce proprio dallo scambio di emozioni. «Con questi animali tutto è facilitato perché, oltre a essere molto intelligenti, sono tra i più socievoli» spiega l’etologo Francesco De Giorgio che con la collega José Maria Schoorl gestisce la Riserva Zoo antropologica Sparta, un centro nella campagna romana diventato il punto di riferimento italiano di questo nuovo approccio wellness al mondo equino. «Vivendo in gruppo, i cavalli sono abituati a risolvere problemi di relazione e sanno stabilire un contatto profondo anche con gli uomini. Per questo li utilizziamo per aiutare le persone che vivono situazioni difficili» spiega De Giorgio. «Ragazzi e genitori alle prese con i problemi dell’adolescenza, coppie che si stanno separando o semplicemente chi è alla ricerca di una valvola di sfogo dallo stress».

L’incontro con gli animali è rilassante perché si raggiungono al pascolo, dove vivono in libertà. «Questo è fondamentale per assecondare il loro istinto naturale di stare in branco: solo così sono tranquilli e disponibili a lasciarsi avvicinare» prosegue Francesco De Giorgio. «Possono essere accarezzati e abbracciati. Per chi ha dei blocchi emotivi, è più facile entrare in contatto con loro piuttosto che con le persone».

I risultati sono così incoraggianti che Sparta è diventato partner della facoltà di Veterinaria dell’Università di Teramo per gli studi sulla crescita personale con l’aiuto del cavallo. La sua tecnica, oltre che a Roma, si può sperimentare anche a Teramo (un incontro è fissato per il 6 dicembre), a Milano (il 29 gennaio 2012) e a Torino (il 12 febbraio). Informazioni sul sito Spartariserva.com.

Ma per avvicinarsi ai cavalli stabilendo con loro un rapporto di amicizia si può percorrere anche la strada più tradizionale, quella dell’equitazione. «Basta scegliere maneggi affiliati alla Federazione Sport Equestri, che garantiscono la salute del cavallo e la competenza degli istruttori» spiega Stefania Cerino, psichiatra e responsabile del Dipartimento Riabilitazione Equestre della Federazione. Non è scontato.

Ci sono molti centri che fanno lavorare i cavalli per ore, senza il giusto riposo, o li preparano alla monta con la coercizione. «E cavalli di questo tipo sono talmente feriti da non poter interagire in modo positivo con le persone» aggiunge l’esperta.

Se poi non siete cavallerizze esperte, non preoccupatevi. «Si può iniziare semplicemente andando al passo: l’andatura è talmente rilassante e il contatto con l’animale così forte che dopo 10 minuti i battiti di cavallo e cavaliere vanno all’unisono, come in una sorta di meditazione» aggiunge Stefania Cerino.

E allo sport si aggiunge la poesia.

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