Bamboccioni italiani: mamma galera! 

La mamma italiana non accompagna il suo bimbo verso l'indipendenza: la ritarda, la procrastina, la impedisce per quanto possibile. Poi, a noi donne, ci tocca di sposarcelo...

di Giulia Blasi  - 28 Gennaio 2009

Partiamo da un assunto di base, e cioè che l'uomo italiano è in media molto più mammone dei suoi pari europei o americani. Tanto più che vivere con la mamma, o esserci attaccati dopo i diciotto anni, è considerato ridicolo in moltissime culture. Solo in Italia si tende a posticipare il volo dell'uccellino dal proprio nido, e ci sono personaggi noti al grande pubblico che non fanno mistero di gradire la permanenza nella casa natìa, vedi alla voce "Flavio Insinna". La mamma italiana non accompagna il suo bimbo verso l'indipendenza: la ritarda, la procrastina, la impedisce per quanto possibile.

Chi ha fratelli maschi lo sa: una femmina viene addestrata scrupolosamente all'autonomia domestica, mentre si tende a conservare i maschi in stato di relativa inettitudine, in attesa che un'altra donna - surrogato della mamma - se ne prenda cura dal matrimonio in poi. Le madri che si ribellano a questa usanza, responsabilizzando gradualmente i figli maschi anche nelle faccende di casa, vengono spesso aspramente criticate: un uomo non deve saper cucire, cucinare o pulire.

L'uomo italiano non può prescindere dalla prigionia materna. Può ribellarsi - e molti lo fanno - o può subirla per mancanza di alternative (ed essere sfottuto dal Ministro del Tesoro in quanto "bamboccione"); può affrancarsene tramite l'incontro con una donna che rifiuti categoricamente di fargli da domestica, e lo addestri a badare a se stesso; oppure può adagiarvisi dolcemente, abbracciando lo stereotipo culturale del maschio che non deve chiedere mai, e giammai si abbasserà a passare lo straccio in cucina. Non capiscono (perché la mamma non lo capiva) che il sapersi arrangiare da soli è alla base dell'indipendenza mentale, sociale, affettiva. Però ci sfottono se non sappiamo cambiare la ruota della macchina.

Si tratta di differenze culturali antichissime. Per noi femmine, la casa è un tempio, un nido, un rifugio: esprime la nostra personalità, la riflette nella sua organizzazione, va rispettata come una sorta di daimon in cui risiede la nostra anima. O per lo meno, va pulita con una certa regolarità. Non esiste, nella cultura maschile, un'equivalenza di questo culto. Un uomo - sempre parlando in media e con notevoli eccezioni - in casa vive, dorme, semina calzini e mutande nella convinzione che essi cammineranno dal pavimento alla lavatrice e successivamente sullo stendino, e infine voleranno appaiati nel cassetto. Non nota i gatti di polvere che si inseguono sul pavimento, impila libri e giornali a casaccio, lancia i vestiti dove capita, si imbarazza davanti ai programmi della lavatrice, e per lavare i piatti aspetta di aver terminato anche l'ultima forchetta (o di non avere più spazio per i cartoni della pizza).

Se la compagna dichiara sciopero, lui non batte ciglio e porta la biancheria da mammà, la quale non vede l'ora di accudire il suo pupo, borbottando frasi sprezzanti contro quella fannullona con cui si è accasato. Se non può, ed è da solo, sprofonda nell'abiezione più completa, fino al giorno in cui è costretto a chiamare la derattizzazione. Non è un caso che molti vedovi anziani si risposino con le badanti: oltre che di compagnia, hanno bisogno di qualcuno che li conservi in dignitose condizioni igieniche, e una moglie costa molto meno.

Noi riceviamo in dote dalle madri questi figli che continuano a fare i figli anche quando hanno a loro volta figli, e che proprio non comprendono il nostro desiderio di ordine, giudicandolo ossessivo e nevrotico. A volte riusciamo a negoziare un compromesso; più spesso ci accolliamo anche la loro parte dei compiti domestici; in rari casi, deleghiamo ad altre donne, surrogati di madre pulitrice. Potrebbe essere troppo tardi per liberare i maschi adulti dalla prigionia della mamma colf: ma non è troppo tardi per insegnare ai piccoli maschi di domani a manovrare un mocio.

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
salute/Single-e-coppia/bamboccioni-italiani-mamma-galera2$$$Bamboccioni italiani: mamma galera!
Mi Piace
Tweet