I consigli del filosofo 

La prima regola per liberarsi da un corteggiatore molesto è chiedersi se sia davvero molesto, e, ancor più, se le molestie ci dispiacciano fino in fondo. Una volta stabilito che il corteggiatore è assolutamente sgradito, e che le sue avances ci danno veramente fastidio, il più è fatto

di Maurizio Ferraris  - 03 Ottobre 2008

Il corteggiatore molesto si sarà costruito una serie di immagini romantiche: fughe, cenette, incontri roventi, viaggi segreti, baci rubati ecc. È il miraggio di tutte quelle delizie che lo spinge a tormentarvi. Dirgli che no, che non potete, che non è serio, che non è giusto, che è immorale, sarebbe fiato sprecato; sono queste circostanze che il corteggiatore va cercando, e i vostri rifiuti lo esalteranno. La strategia migliore, allora, è mostrare un interesse eccessivo e sin sospetto e, scavalcata a piè pari la fase del corteggiamento, passare a progetti di vita grigissimi e noiosi. Al primo appuntamento, fatevi accompagnare al capezzale di una zia malata. Al secondo, portatelo insieme all'ex marito a una recita scolastica di vostro figlio. Al terzo, proponetegli di accendere un mutuo insieme. Attenzione! Non di accendere un mutuo per voi, o di comprarvi una casa, che lo lusingherebbe, se ne ha i mezzi, ma proprio di condividere con voi il prossimo quarto di secolo, in casa e in banca. Vedrete che sparirà all'istante. Qualora vi mancasse il tempo per questa strategia, c'è un piano B: spaventatelo, ditegli, per esempio, che avete un carattere impossibile. Balzac diceva: «Siete brutti? Rendetevi terribili. Nessuno penserà più alla vostra bruttezza». La stessa regola vale anche per la bellezza.

Maurizio Ferraris insegna Filosofia teoretica all'Università di Torino. Ama inventare fiabe per i suoi figli ed è un grande

appassionato di storia militare.

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