La comunicazione nella coppia 

I consigli per imparare a comunicare con il partner in maniera costruttiva, sfruttando tutte le potenzialità del linguaggio femminile

di Sofia Natella - 19 Ottobre 2011
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Oltre che sul reciproco amore, sulla complicità e la voglia di costruire un progetto di vita insieme, la coppia si basa anche sulla comunicazione, e sulla capacità dei partner di comunicare sentimenti, necessità, pensieri. Un elemento fondamentale, se si considera che quando tra i partner c'è un'intesa perfetta - a parole ma anche a gesti, a sguardi - anche i problemi più pesanti si ridimensionano, mentre quando questa intesa - una sorta di "parlare la stessa lingua" - viene a mancare, spesso anche le situazioni più semplici diventano complicate, e le incomprensioni diventano causa di litigi e contrasti che minano la stabilità e la serenità della coppia...

Così abbiamo chiesto a Grazia Geiger, coach e psicoterapeuta (che il 25 ottobre condurrà assieme alla sessuologa Barbara Florenzano una serata per Les Zouzettes a tema Female language, presso l' erotic boutique ZouZou a Roma) alcuni consigli per imparare a comunicare meglio in coppia, sfruttando le potenzialità del linguaggio femminile tipico delle donne. Consigli di cui gioverà anche il sesso, perché "è una forma di comunicazione, intima, immediata. Più i partner sono comunicativi e positivi, più il desiderio ne giova e non si esaurisce".

Sì all’emozione - "Il  linguaggio femminile deve essere principalmente emotivo, ricco di  sfumature, sia per quanto riguarda la parola che il linguaggio del corpo, che pesa per ben l'80% nel complesso della comunicazione. Quello che conta infatti, per riuscire a comunicare l'emozione o con emozione, attivando l'empatia nel partner, non è solo la scelta delle parole, ma il modo in cui vengono dette. Un sorriso, un gesto della mano o un abbraccio mentre si parla possono fare la differenza, creando complicità ed intesa e aiutando il partner a comprenderci. Il tono di voce ad esempio, per essere femminile, rilassante e accogliente, dovrebbe essere saudente, basso, calmo, l'espressione del viso distesa. Attenzione però: perché la comunicazione sia efficace, linguaggio verbale e non-verbale devo essere coerenti."

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No all'aggressività e al tono di rimprovero - "L’aggressività può spaventare il maschio, il tono di rimprovero invece spesso lo indispettisce e basta. E seguite una semplice regola: i fatti privati si discutono in privato. Evitate quindi di dare ordini, ma anche di lamentarvi attaccando con i "tu non...", ma anche gli avverbi che generalizzano e sviliscono, come "mai", "sempre". Meglio circoscrivere le discussioni a una particolare occasione e comunicare in maniera assertiva, che vuol dire: parlare con chiarezza e semplicità (se c'è qualcosa di importante per noi nella quotidianità bisogna dirlo!), esprimendo positivamente i propri desideri ed esigenze, ad esempio "vorrei che...", "mi piacerebbe che...". Ricordate: la sincerità e la chiarezza non sono per forza aggressività."

No alle "trappole" - "Se vogliamo comunicare qualcosa al partner, non dovremmo mai pretendere che lui ci arrivi da solo: per prima cosa perché questo rallenta lo svolgersi delle situazioni (e delle soluzioni!), poi perché ci permette di accumulare un incredibile rancore, più passa il tempo, e infine perché questo atteggiamento presuppone che ci sia un’uguaglianza - che invece non c’è - tra il  linguaggio femminile e maschile. Non dovremmo mai dare per scontato che il partner capisca al volo quello di cui abbiamo bisogno o che desideriamo. soprattutto, nella coppia, bisognerebbe sempre fare almeno il tentativo di trovare un punto di incontro tra i diversi modi di comunicare, accorciando le distanze.

Sì all'ironia (ma con moderazione) - "L’ironia è importantissima, ma va usata con una certa competenza: è  un’arma fantastica per alleggerire situazioni, parole e gesti che  potrebbero creare una distanza. Bisogna però valutare sempre le conseguenze della  battuta: ad esempio, se è accompagnata da un gesto affetuoso, una  coccola, resta ironia e sdrammatizza, altrimenti, se la battuta viene detta con durezza e freddezza, rischia di trasformarsi in sarcasmo, che  insinua cattiveria e aggressività nella coppia e rischia solo di ferire."

Sì ai complimenti (sinceri!) - "Se c'è qualcosa che facilità e fortifica l'intesa tra i partner, questa è l'apprezzamento. A volte siamo più preoccupati di dire all'altro quello che non ci piace o non ci va bene, ma concentrasi anche su quanto c'è di positivo è di certo molto più costruttivo, perché dà fiducia, permettendo al partner di esprimere il meglio di sé, liberamente, e rende la comunicazione più rilassata e armoniosa. Quindi complimenti, gentilezze e gesti di sensibilità non andrebbero mai trattenuti, anche perché hanno come effetto collaterale anche quello di creare quella condizione di eccitazione e di novità che ci fanno sentire innamorati, anche in una routine consolidata, perché creano uno spazio di intimità e di desiderio. Delle domande molto semplici che dovrebbero avere presente entrambi i partner sono: cosa ti piace? cosa ti fa piacere? come posso farti piacere? come posso avvicinarti ai miei desideri?"

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