Cosa rovina una relazione di coppia 

All'inizio di un amore tutto sembra perfetto ma poi... complice la quotidianità, piccole abitudini si insinuano, logorando la relazione. Ecco quali sono le dinamiche più insidiose e come evitarle

di Sofia Natella  - 05 Luglio 2012
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All'inizio di una storia d'amore è tutto rose e fiori ma poi... anche le piante più resistenti, se non vengono prestate le cure necessarie, tendono ad appassire.

Spesso non succede per mancanza di sentimento o di volontà, ma per distrazione. Complice la quotidianità, ci si abitua a pensare che quella pianta meravigliosa che è la nostra relazione sarà sempre lì, resisterà alle intemperie e sarà sempre in fiore, in un'eterna primavera. Non solo: i rapporti di coppia hanno bisogno di nutrimento e attenzioni quotidiane per poter crescere, rafforzare le proprie radici, germogliare. Evolvere.

Oltre a imparare come far durare l'amore, quindi, occorre anche prevenire che si instaurino dinamiche negative. Nella maggior parte dei casi, non sono grandi cataclismi a far appassire la passione, ma piccole, cattive abitudini e tendenze negative si insinuano, indebolendo la relazione. Ad esempio...

- Gli egoismi individuali: sono il voler avere sempre ragione o la pretesa che le proprie esigenze siano sempre assecondate, escludendo di poter arrivare a un compromesso e senza curarsi dei bisogni del partner: il classico "facciamo come dico io". Quando finiscono per prevalere sui progetti comuni, li minano alle fondamenta e la coppia crolla. Come contrastarli: con il dialogo, e stabilendo una regola di equità, del tipo: una volta tu, una volta io.

- La pigrizia: la routine esiste, ma spesso non si fa abbastanza per contrastarla. Perché? Con il tempo, tende a svilupparsi un atteggiamento accidioso che porta a dare persone e sentimenti per scontanti, pensando che non ci sia bisogno o il tempo di fare quel gesto romantico, di sedurre, di avere attenzioni particolari o di ritagliarsi dello spazio stare insieme... Ma l'amore non accetta l'indifferenza. Come contrastarla: mettendo in atto una routine che faccia bene alla coppia, anche se costa un piccolo sforzo.

- La gelosia: in una certa misura può essere persino sintomo della buona salute della coppia, ma più spesso diventa una pulsione distruttiva, che affonda le sue radici nell'insicurezza e nella paura dell'abbandono di chi la prova, sfibrando la fiducia tra i partner. A mietere vittime è soprattutto la gelosia retroattiva, quella che si prova nei confronti delle ex del partner. Secondo un'indagine svolta dal club per single Eliana Monti il 59% degli intervistati ha chiuso una relazioni per questo motivo. Come contrastarla: valutando lucidamente la situazione. Se sta con te e non con lei, un motivo ci sarà: non funzionava.

- Stare sempre insieme: all'inizio si ha voglia di passare molto tempo insieme, in qualsiasi occasione. Così - oltre a infastidire gli amici, che non ci possono più vedere se non "accompagnati" - si rischia di abituarsi a un legame simbiotico, in cui mancano gli spazi individuali, e prima o poi la sensazione di asfissia arriva. Inoltre, la mancanza di spazi individuali porta a perdere di vista sé stessi e i propri obiettivi personali, con il risultato che piano piano il partner non vedrà più la persona di cui si è innamorato. Cosa fare: sforzarsi di prendersi del tempo per sé, per coltivare i propri interessi e amicizie; e poi si sa: stare da soli ogni tanto tiene vivo il desiderio!

- La mancanza di sincerità: che siano bugie grandi o piccole nei confronti del partner o mancanza di onestà verso i propri desideri, pensieri, bisogni, sentimenti. Nel primo caso, se vengono scoperte le bugie, si forma una falla nel tessuto della fiducia ed è facile che si estenda, fino a strapparla. Nel secondo, si rischia di ritrovarsi a vivere una relazione che non si desidera. Cosa fare: guardarsi dentro; riflettere prima di agire, chiedendoci se le nostre azioni ci porteranno a mentire.

- Evitare sempre il conflitto: a volte si chiude un occhio su atteggiamenti e comportamenti del partner che ci infastidiscono o ci feriscono. Ma se non si affronta l'argomento per paura di litigare, poi si rischia di esplodere come una pentola a pressione, provocando danni maggiori. Cosa fare: imparare a discutere con calma e a trasformare il conflitto in un'occasione di crescita adottando le strategie del litigio intelligente.

- Presumere, invece di chiedere e ascoltare: è quando pretendiamo di essere nella testa del partner, di sapere esattamente come si sente, cosa sta pensando, che cosa vuole e di cosa ha bisogno, come si comporterà a perché. Magari sbagliando. Cosa fare: cercare di ascoltare il partner al di là dell'immagine - a volte stereotipata - che ci siamo fatti, e preferire una comunicazione diretta e sincera.

- Pensare di non farcela da soli: spesso si ha la tendenza a basare sul partner tutta la propria vita; ci si affida e ci si appoggia all'altro. Il risultato è che così si innesca un legame di dipendenza per cui non riusciamo più a vederci come individui, ma solo come parte di una coppia, e in cui la nostra crescita individuale rischia di bloccarsi, adagiata sulla sicurezza che "tanto c'è X". Non bisognerebbe mai dimenticare che una coppia è formata da due persone indipendenti. Cosa fare: ogni tanto chiedersi "cosa farei se non ci fosse Y" e farlo.

- Le ingerenze: tra moglie e marito non mettere il dito. E se la suocera ci mette del suo, anche i partner a volte si fanno influenzare negativamente da amici e parenti, che instillano dubbi. Ma solo la coppia conosce davvero com'è il rapporto, quindi solo alla coppia spetta prendere decisioni e fare il punto della situazione. Come contrastarle: ringraziando per i consigli, ma sforzandosi di pensare sempre con la propria testa.

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