La fidanzata virtuale e il fidanzato idealizzato 

Che differenza c'è tra avere una relazione una donna-videogame e amare un uomo che abbiamo idealizzato?

di Sofia Natella  - 02 Settembre 2010
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In Giappone, schiere di ragazzi sono andati in vacanza con la propria fidanzata virtuale. Si tratta di amanti - è proprio il caso di dirlo - del videogame Love Plus (permette di simulare relazioni sentimentali con un avatar) disposti a pagare un soggiorno ad Atami anche per l'impalpabile compagna. Un fatto bizzarro che avrà fatto urlare qualcuno: "Ma guarda dove siamo arrivati!"

Qualcun altro dirà: "Certo che i Giapponesi sono proprio strani", salvo poi accorgersi che nel Trevigiano un uomo ha fatto realizzare una real doll con le sembianze dell'ex-fidanzata.

A questo punto, non possono mancare commenti come "che relazioni di plastica", "che gente" o le tirate sul fatto che non ci si sa più relazionare con altri esseri umani e affrontare la dura realtà e via dicendo.

   

Certo, i fatti - senza alcun giudizio, ognuno può amare come vuole se non nuoce a se stesso o agli altri - sono bizzarri ma mi hanno fatto riflettere su una questione: quanto c'è di reale nelle nostre relazioni di coppia, tra uomini e donne? Quanto spesso amiamo una persona che non esiste davvero, invece del solito, fantomatico, principe azzurro?

       

Mi riferisco al fatto che spesso – soprattutto le donne, per quella che è la mia esperienza e per quello che ho sentito raccontare da amiche e conoscenti – si tende a idealizzare il partner a tal punto da crederlo molto diverso da quello che è, disegnandogli addosso un’immagine che amiamo, perfetta nella nostra immaginazione, ma che non corrisponde alla realtà. In altre parole, quando idealizziamo qualcuno, non stiamo amando quella persona per com’è, ma l’idea di come vorremmo che fosse.

   

Pensateci. Quante volte abbiamo giustificato alcuni comportamenti dicendo “ma no, lui fa così perché è introverso/timido/stressato/riservato”?

Quante volte abbiamo pensato “se solo fosse più passionale/ordinato/sportivo, se solo si vestisse meglio”?

Quante volte abbiamo detto “questo lato di lui non mi piace proprio, ma prima o poi cambierà”?

Quante volte ci siamo chieste, dopo la fine di una storia "non avrei mai pensato che lui fosse così" o “ma come ho fatto a stare con una persona del genere, in realtà di lui non mi piaceva niente”?

   

Personalmente, sono arrivata a credere che ci sia poi tanta differenza tra avere una relazione con un videogioco o con una persona che abbiamo idealizzato. A parte il fatto che una bambola erotica o un videogioco non possono deluderci, mentre un uomo o una donna possono rivelarsi molto diversi da quello che credevamo.

   

E a un certo punto succede: l'inevitabile resa dei conti con la realtà. Non possiamo cambiare le persone. Al massimo possiamo evolvere e spingere gli altri a dare il meglio di sé.

   

Idealizzare non è certo una colpa, in una certa misura è normale, l'amore rende ciechi e l’uomo che amiamo è e dovrebbe essere il nostro eroe. L'importante è essere consapevoli di quanto l'innamoramento può falsare la nostra percezione, sforzarci il più possibile di vivere e conoscere una persona prima, durante e dopo l’innamoramento invece di accontentarci di immaginarla, e (IMPORTANTE!) ricordare che, come diceva mia nonna, non possiamo chiedere pere a un albero di noci.

   

Nel mondo c’è sicuramente chi ci ama così come siamo e chi possiamo amare così com’è, senza ricorrere alla fantasia.

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