Questione di corna: il tradimento è genetica o una cattiva abitudine? 

Un gruppo di ricercatori ha identificato il gene del tradimento, e un'altra indagine rivela che sono i 50enni a tradire di più e a prendere meno precauzioni

di Sofia Natella  - 09 Dicembre 2010
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Il tema del tradimento gode da sempre di una triste popolarità, costruita sulle schiere dei cuori che si sono infranti durante i millenni, ad opera di amanti, mogli e mariti. E anche se sappiamo come scoprire un tradimento, affidandoci all'istinto o smascherando l'amante fedifrago attraverso alcuni indizi, non smettiamo di voler sapere - né di chiedere a qualche esperto o scienziato - quante possibilità ci sono che lui ci tradisca, o perché si tradisce, nonostante, a volte, ci si continui a dichiarate innamorati. Forse, vorremmo solo sentirci dire che il tradimento è una cosa normale, come le rughe, come se questo potesse alleviare la sofferenza o il senso di colpa.

Ebbene, per chi è a caccia di risposte, ci sono succulente novità provenienti dalla comunità scientifica.

La prima è che se avete bisogno di qualcosa a cui addossare la responsabilità dei vostri o altrui tradimenti, invece di flagellarvi o di bucare le gomme alla macchina del vostro - ormai ex - fidanzato, da ora potrete dire che "è tutta colpa del gene DRD4!", già ribattezzato "gene della promiscuità". Lo ha identificato un gruppo di scienziati della State University di New York, dopo aver condotto una ricerca sul Dna e sulla vita sessuale di 181 giovani: a determinare una certa predisposizione alle scappatelle e alle relazioni parallele sarebbe proprio una variante di questo gene, responsabile anche di una certa inclinazione per gli alcoolici e il gioco d'azzardo. Per chi lo possiede, il mix di piacere, rischio e novità proprio del sesso clandestino sarebbe qualcosa a cui difficilmente si può resistere. Ovviamente, come spiega anche il Prof. Garcia, che ha guidato la ricerca, non bisogna generalizzare. Insomma, anche se fate l'esame del DNA, ricordatevi che si è innocenti fino a prova contraria.

     

Dai giovani, passiamo a parlare dei comportamenti sessuali di chi si trova nella maturità, dai 50 anni in poi: alla faccia di chi crede che con gli anta si arrivi a una certa noiosa morigeratezza nei costumi, sembra che l'età della pensione sia un vero covo di fornicazioni e spassi voluttuosi, nonoché... incoscienti. Infatti, secondo una ricerca su 3mila persone commissionata dalla The Co-operative Pharmacy, il 25% degli over 50 conduce una vita sessuale promiscua e tradisce o ha tradito il partner,  mentre il 16% erotti degli intervistati si dimostra decisamente imprudente, non usando alcuna precauzione durante un nuovo rapporto. Tra i 51 e i 55 anni è addirittura il 33% ad aver passato una notte fuori, a fare sesso non sicuro e il 25% dichiara di avere più relazioni sessuali contemporaneamente. Meno male che con il passare degli anni dovrebbe aumentare la saggezza... peccato che le malattie sessualmente trasmissibili non facciamo distinzioni di età.

   

Ora, bisognerebbe proprio esaminare il DNA di questi 50enni fedifraghi e vedere se hanno quella certa varietà del gene DRD4 che rende inclini al tradimento. O forse, sarebbe ancora meglio chiedere agli scienziati se è possibile che una cattiva abitudine possa modificare, col tempo, la nostra struttura fisica, sperando che un giorno non capiti che gli esseri umani nascano già muniti di corna.

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