Uomini e mestruazioni: un rapporto difficile 

Cosa pensano davvero gli uomini in "quei giorni"? Le risposte sono varie, ma la verità è una sola: chi vuole convivere con una donna deve convivere anche con il suo ciclo

di Sofia Natella  - 22 Giugno 2011
 

Guardando l'immagine che illustra questo articolo, trovata sul web, non si può che sogghignare: almeno un volta nella vita, tutte le donne devono aver augurato al partner di rinascere femmina solo per poter sperimentare cosa volesse dire davvero la parola "mestruazioni".

Per noi è un evento naturale, simbolo di fertilità e non sempre piacevole, con cui bene o male abbiamo imparato a convivere, trovandone anche i lati positivi: uno dei principali vantaggi ad esempio è quello di avere un valido motivo per avere sensibili sbalzi d'umore - gli ormoni.

Per gli uomini invece è diverso, e il ciclo mestruale assomiglia più un fenomeno paranormale di fronte al quale non sanno bene come comportarsi (chissà se le avessero loro!). Così, le reazioni maschili sono delle più disparate, quasi volessero partecipare attivamente al mutamento fisico e umorale che in quei giorni vive la loro compagna, mostrando anche loro comportamenti insoliti e di una varietà paragonabile a quella femminile (sarà un effetto della parità?).

Nei casi più fortunati, l'uomo si mostra straordinariamente premuroso, comprensivo e affettuoso, esaudendo ogni desiderio, coccolando e accudendo in ogni modo la povera indisposta. Esagerando però rischia di essere troppo protettivo, per non dire asfissiante, provocando le funeste ire della partner che si sente trattata come se fosse malata. E il ciclo non è un patologia (lo stesso vale per la gravidanza!)

Nei casi peggiori, magari quando si è ancora all'inizio della conoscenza e non si vive insieme, in cui lui se la dà a gambe, salvo poi ornare a farsi vivo 5 giorni dopo, come se il ciclo fosse una gravissimo virus da cui stare alla larga e tu un'appestata. Che sia per il terrore che la donna che ama si trasformi in un'arpia, per la probabile mancanza di sesso o per la scarsa piacevolezza di stare di fianco a chi lamenta crampi addominali, cefalea e fitte in corrispondenza dei reni, non importa: è decisamente poco carino.

Poi c'è chi esulta perché la comparsa del flusso mestruale significa test di gravidanza negativo (ma ci sono delle eccezioni...), chi ne approfitta per fare sesso senza precauzioni credendo che sia sicuro (e non lo è, perché a volte l'ovulazione non avviene a metà ciclo ma prima!), chi invece pensa a pratiche alternative come il lato B o si gode una aumentata libido della partner (fortunati/e!).

Tra i casi più snervarti non possono mancare quelli che ti dicono "ma cosa vuoi che sia!" mentre tu sei piegata in due dal dolore o per lo meno accusi il colpo, e quelli che rincarano la dose, facendoti notare con entusiasmo e disapprovazione che quelle stesse mestruazioni che ti stanno provocando non pochi problemi "sono una cosa meravigliosa, un dono della natura, e sono segno che sei perfettamente sana e fertile!". Anzi, dovresti pure sorridere, peccato che faccia male.

La risposta standard è: ma cosa vuoi saperne tu, che le mestruazioni non le hai?

Ed è qui che sbagliamo: perché quello che succede a noi tocca anche chi ci sta accanto. Dovremmo avere più empatia, essere più comprensive forse, proprio perché sappiamo che il rapporto con il ciclo è già difficile per noi, figuriamoci per gli uomini. E poi le mestruazioni le hanno anche loro, solo che non sanguinano: almeno una volta alla settimana, da settembre a giugno, ogni volta che c'è una partita di calcio.

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