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Etichette: approvata l'indicazione di origine per tutti i cibi 

Da dove vengono, dove sono stati lavorati e se contengono OGM. D'ora in poi nessun segreto per i cibi che finiscono sule nostre tavole. La legge che tutela i prodotti agroalimentari Made in Italy è stata approvata

di Neva Ganzerla  - 19 Gennaio 2011
Credits: 

Fotolia

 

Per un italiano su quattro il cibo di produzione nazionale vale almeno il doppio di quello importato; due italiani su tre (65%) sono disponibili a pagare i cibi tipici anche il 10 per cento in più del prezzo di base.
In campo alimentare, gli italiani hanno le idee molto chiare e dichiarano di avere più fiducia nel Made in Italy rispetto al prodotto straniero nel 91 per cento dei casi.
   
Questo è quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Eurispes sui dati diffusi in occasione dell'approvazione definitiva della legge salva-Made in Italy che obbliga le aziende alimentari di indicare in etichetta la provenienza dei prodotti.
Circa il 30 per cento della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia deriva da materie prime estere trasformate, vendute però con il marchio Made in Italy, in quanto la legislazione sino ad oggi lo consentiva, per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato.
   
Riferisce la Coldiretti: "Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero (soprattutto in Germania). Anche tre cartoni di latte UHT su 4 sono stranieri, oltre un terzo della pasta è ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia (solitamente di provenienza californiana) e il 50 per cento delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura con cagliate straniere".
 
Ma oggi, grazie all'approvazione della legge Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari da parte della Commissione Agricoltura della Camera, i consumatori saranno più tutelati.
Dopo 10 anni di impegno di Coldiretti e associazioni dei consumatori, l'approvazione definitiva della legge salva-Made in Italy, sull'obbligo di indicare la provenienza degli alimenti in etichetta è una realtà.
 
Ma quali sono le novità?
 
Integrando quanto già previsto dalle legge del 1997 (scarica il pdf), il nuovo articolo 4 della legge sull'etichettatura dei prodotti alimentari obbliga il produttore a specificare in etichetta l'indicazione del luogo di origine o di provenienza dell'alimento e  l'eventuale utilizzazione di ingredienti geneticamente modificati (Ogm) in qualunque fase della catena alimentare.
Questa norma varrà per prodotti alimentari commercializzati, trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati.
 
"Per i prodotti non trasformati" specifica la Coldiretti "Il luogo d'origine riguarda il Paese di produzione. Per quelli trasformati dovranno essere indicati il luogo di coltivazione o allevamento della materia prima prevalentemente utilizzata e il luogo dove è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale".
 
Poiché le informazioni relative al luogo di origine o di provenienza delle materie prime sono necessarie al fine di non indurre il consumatore medio in errore, l'omissione di queste informazioni costituisce pratica commerciale ingannevole, sanzionata con multe fino a 9.500 euro.
 
Altra normativa importante è quella che introduce la chiarezza nella comunicazione (sia per la pubblicità che per il packaging). Spiega Coldiretti: "L'origine degli alimenti non potrà essere omessa nemmeno nella comunicazione commerciale, per non indurre in errore il consumatore".
Niente più pubblicità al succo di arancia con le immagini della Sicilia se viene utilizzato quello proveniente dal Brasile quindi, né immagini del golfo di Napoli se la mozzarella pubblicizzata è tedesca (come è successo per quella diventata blu).
 
È necessario ricordare però che queste norme non hanno ancora applicazione. Quindi al momento i prodotti in commercio non sono ancora tenuti ad indicare le nuove informazione richieste, che diventeranno invece obbligatorie nei prossimi mesi.

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