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Amore, innamoramento, infatuazione: che differenza c'è a livello psicologico? 

Innamoramenti, infatuazioni, cotte che in estate nascono e muoiono in fretta. Oppure amori che invece durano e si stabilizzano nel tempo con grande sorpresa reciproca. Che differenza c'è tra loro? Lo abbiamo chiesto al Professor Roberto Pani, Psicoanalista a Bologna

di Alessandra Montelli
Credits: 

iStockPhoto

 

Prof. Pani, spesso in vacanza ci si infatua facilmente. Cos’è l’infatuazione?

Tradizionalmente, l'infatuazione è tipica del periodo adolescenziale, quando effettivamente i ragazzi sentono il desiderio, dopo l'avvenuta maturazione psicofisica, di spostare i loro affetti su una persona coetanea, oppure molto più grande, magari di sesso opposto, ma non necessariamente.
Conquistato il coraggio di esternare i propri sentimenti, vinto il senso del pudore, superata la timidezza, gli adolescenti non provano vergogna di aver desiderio dell’altro. Così si fanno avanti per appagare un urgente e intenso bisogno di affetto. Si tratta anche di un bisogno di mettersi alla prova e di essere guidati da qualcuno che unisca e condivida una certa nuova eccitazione della fisicità, della complicità, che sia molto diversa dall’affetto familiare.
Spesso è implicito il bisogno di diventare grandi come tanti altri, inclusi i genitori, di contestarne la dipendenza e sentire altre possibilità di essere importanti per (e con) il compagno o compagna. Tutto ciò ha a che fare con la sfida e con l’accarezzare una possibilità alternativa.

L'infatuazione avviene anche ad altre età?

Assolutamente sì, l'infatuazione avviene a tutte le età, perché ogni età della vita, per motivi diversi, contiene una sua adolescenza psicologica.
Anche l’anziano potrebbe essere visto come un adolescente che cerca di affrontare un periodo della propria vita che richiede una nuova accettazione di se stesso. L’infatuazione potrebbe nascere all’improvviso di fronte a illusioni e speranze, spesso mischiate a uno stato depressivo che è trasformato in euforia dello stato dell’umore.

Quale potrebbe essere il rischio per le persone che cadono in sentimenti d’infatuazione?

Dato che l’infatuazione può essere un segnale che indica il bisogno di cambiare, spesso si tratta di una proiezione di un bisogno sull’altro che induce a vedere l’altro o a viverlo come si vorrebbe e non come l’altro è veramente. E' come se l'infatuato pensasse, osservando l'altro: "Sei quel che più mi fa comodo". Ciò porterebbe a delusioni che, nel caso dell'adolescenza, non costano troppo e sotto un certo aspetto aiutano a crescere, grazie all’esperienza che sarà ridimensionata. Si coglieranno così altri aspetti che prima non si vedevano, ma il tempo che si ha davanti sosterrà psicologicamente.
Nel caso di una persona adulta o di mezza età potrebbe farle correre un rischio di depressione inesorabile. Molte alternative non ci sarebbero a disposizione, e la frustrazione potrebbe essere grande con scarse possibilità di recupero.

Lo psicoterapeuta potrebbe essere di aiuto in questo ultimo caso?

Certamente sì, questo aiuta a elaborare il lutto per la delusione e sollecitare altre alternative che la persona non vede in quel momento.

In vacanza si parla spesso della cosiddetta cotta: è diversa dall’innamoramento?

Sì, perché in questo caso le persone sono quasi sempre solo adulte e non più adolescenti: s’invaghiscono di parti dell’altro che sono reali. L’uomo e la donna sono attraenti realmente, sono importanti oppure svolgono un lavoro interessante, possono essere davvero intelligenti etc. Insomma non c’è una vera deformazione della realtà, anche se complessivamente il soggetto di cui ci si prende una cotta è speso idealizzato più del normale.

La delusione della cotta fa soffrire?

Non sempre: può anche darsi che il rapporto conduca per una serie di ragioni, specialmente quando ovviamente si è contraccambiati, a un miglioramento e stabilizzazione di questo. Molti eventi possono venire in favore, per esempio di benessere economico, e a vari tipi di compensazione che sollecitino un’accettazione anche di quelle parti di Sé che differiscono dall’aspettativa originaria.
Molti matrimoni sono basati su questi sentimenti di cotta, d’idealizzazione e d’illusione. Dopo alcuni anni si spengono lentamente come una batteria che si scarica a poco a poco, ma a volte nuovi incentivi psicologici e materiali consentono un ulteriore ripresa…. tutto risulta molto soggettivo, spesso, in base alla maturazione individuale che, nel frattempo, può essere progredita in entrambi i partner o in uno dei due.

Professore, cosa pensa dell’amore che a questo punto, da quel che mi fa capire, non nasce solo in vacanza?

Riguarda la maturazione-evoluzione soggettiva psicologica profonda di due persone che s’incontrano a un grado buon livello di autonomia e non tanto d’indipendenza, (riguarda aspetti materiali) e soprattutto al momento giusto, aldilà dell’età anagrafica.
L’incontro al momento opportuno indipendentemente dall’età consente un’interazione formidabile a volte inaspettata dagli stessi osservatori amici.
Nella personalità del soggetto ci sono tanti piani contestuali e per così dire, teatrali della mente, cioè di situazioni psicologiche che rispecchiano il passato e che si sono, durante gli anni, aggregate tra loro producendo un’immagine di se stessi che funziona in maniera plastica. Tale autonomia interiore raggiunta consente di accettare l’altro vedendolo per quello che egli è e non avendo bisogno di proiezioni psichiche, trasformanti, idealizzanti, deformanti l’altro. Si concretizza una stabilità che si rinnova sempre e che offre garanzie di un buon futuro.
Si cresce insieme, anche se in questo caso, la certezza di mantenimento del rapporto non è mai veramente assicurata, perché non conosciamo mai come gli eventi improvvisi della vita possono far reagire una singola e se parti di se stessi non avevano dato mai occasione di essersi manifestate.

Se siamo innamorati ce ne accorgiamo?

Sì, è difficile spiegare, sentiamo di essere veramente presi in tutta la nostra anima, sentiamo che quella persona è davvero importante e abbiamo davvero paura di perderla perché non possiamo rinunciare a lei e non troveremo mai un’altra come lei. Ci piace, la stimiamo nell’intelligenza, nella sensibilità, nel corpo, nella sessualità che ci fa provare qualcosa di veramente mai provato o pochissime volte sperimentato.

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