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Anoressia e bulimia, un aiuto dal cibo virtuale 

La visione virtuale del cibo può aiutare a scoprire se le terapie psicologiche funzionano

di Neva Ganzerla  - 06 Luglio 2010
Credits: 

Fotolia

 

I disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia, sono caratterizzati da forti crisi di ansia generate dalla visione del cibo.
Anche se l'alimento non è fisicamente presente di fronte al paziente.
 
Alessandra Gorini, dell'Istituto Auxologico italiano, ha scoperto infatti che gli stimoli visivi virtuali scatenano reazioni pari alla visione del reale.

Lo studio, pubblicato sugli Annals of General Psychiatry, ha descritto le reazioni di 30 donne sottoposte a un test per la valutazione dell'ansia in relazione al cibo.
10 bulimiche, 10 anoressiche e 10 donne che non presentavano psicopatologie alimentari sono state messe di fronte a cibi veri, alle loro fotografie e a rappresentazioni a computer; la valutazione dei parametri che rivelano lo stato di stress ansioso (aumento della sudorazione e della frequenza cardiaca e respiratoria, dilatazione delle pupille, tensione muscolare, iperventilazione) ha dato gli stessi risultati di fronte ad ogni tipo di stimolazione visiva.
 
"Anche se preliminari, i nostri dati dimostrano che gli stimoli virtuali sono efficaci quanto quelli reali, e che sono addirittura più efficaci della realtà nella generazione di risposte emotive in pazienti con disordini alimentari".
 
Grazie a questa scoperta i medici potranno utilizzare la realtà virtuale per effettuare screening periodici al fine di valutare l'andamento delle terapie psicologiche. Ulteriori ricerche attesteranno se lo stesso tipo di screening potrà essere valutato per monitorare altri disturbi psicologici.

© Riproduzione riservata
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