Anoressia: emergenza sociale 

Le magrissime modelle arrivate in Italia per la settimana della moda sono appena partite, ma le tante ragazze che vogliono emularle restano e vanno salvate.

 - 08 Marzo 2011
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www.gorunway.com

Profumo di mare in salsa (country) rock. "Hot Kiss" per hot bikini con pietre smaltate, perline e baguette: le note calienti di Juliette Lewis, trasgressiva attrice e cantante americana, salgono in passerella. Per coprirsi e scoprirsi con evanescenti bluse, abitini destrutturati e caftani di seta: tra i Settanta e gli Ottanta, tratteggiati in una vorticosa successione di stampe indiane, disegni a murrina, cerchi psichedelici, effetti animalier, geometrie di ventagli. Decorativismi poliedrici: placchette maculate, perline, baguette a rilievo, smalti.

 

Non è la prima volta che ci occupiamo del legame tra moda e anoressia.
 
Abbiamo già provato a spiegare perché, nonostante i numerosi dibattiti, le interviste e le polemiche ormai quotidiane sul tema, gli stilisti si ostinino a presentare, come modelli di bellezza, donne che vengono pagate per rimanere magre oltre ogni misura.
 
Da pochi giorni è terminata la settimana della moda e questa tendenza la si poteva notare semplicemente passeggiando per le vie del centro di Milano, brulicanti di modelle ed aspiranti tali.
Donne che cercano di emulare le protagoniste delle passerelle.
Donne che sembrano aver fatto un “patto col diavolo” pur di riuscire ad indossare gli abiti proposti dai grandi stilisti.
 
Proprio a proposito dei danni che può causare il tentativo di emulazione da parte del pubblico femminile, che aspira ad avere corpi sui quali certi abiti possano “cadere” alla perfezione, è stata interrogata Fabiola De Clerq, Fondatrice e Presidente dell’Associazione ABA.
 
In una delle molte interviste rilasciate nell’ultimo periodo,Fabiola De Clercq ribadisce come molto spesso i problemi con la famiglia, con i genitori, oppure l’abbandono da parte di un fidanzato, un lutto, un trauma, si incastrino con quella che ormai è diventata la “dittatura della magrezza”, favorendo l’instaurarsi di un disturbo alimentare.
Le cose non cambiano quando proviamo ad accendere il computer.
 
"È sempre più frequente" afferma infatti Fabiola De Clercq "Trovare (anche su facebook) foto in cui vengono esibiti corpi troppo magri, non solo da parte di ragazzine,  ma anche da parte di donne adulte che, arrivate ai 50 anni senza ossessioni dovute al loro aspetto fisico, iniziano a mostrare il desiderio di diventare anoressiche.
 
Un problema quindi, quello dell’anoressia, che sembra allargarsi a macchia d’olio, ma che non si può ricondurre esclusivamente ai tentativi di emulazione".
 
Queste donne infatti non rifiutano solamente il cibo, ma rifiutano tutto,  anche la vita.
Proprio per questo l'intervento di chi, come ABA, interviene nelle problematiche legate all'anoressia consiste nell’offrire alle persone uno spazio adeguato per esprimere il disagio che provano ed accompagnarle in un percorso di guarigione, perché dall’anoressia e dalla bulimia si guarisce. Assolutamente.
 
Stai vivendo l'incubo di un disturbo alimentare e vuoi sfogarti? Vieni nel forum. Ci sono le psicologhe ABA a sostenerti.

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