Attacchi di panico: cosa fare?

Credits: Corbis
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Insorgono tra l’adolescenza e i 35 anni, con un picco nella fascia di età compresa tra i 25 e i 45 anni, ed una frequenza doppia nelle donne. Fanno parte dei disturbi dell'ansia, ma a differenza di questa, gli attacchi di panico sono caratterizzati da una sintomatologia improvvisa, inaspettata e particolarmente intensa.

Nel bel mezzo di un'esistenza serena, di colpo qualcosa irrompe, stravolgendola: il panico. E da allora, niente sarà più come prima: la paura che lo "shock" riaccada bloccherà la vita delle persone colpite.

Uscire dal circolo vizioso si può. Ne parliamo con la dottoressa Nunzia Carli, psicologa e psicoterapeuta di Barletta.

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D'improvviso qualcosa irrompe nella vita di una persona: il panico. E poi subentra la paura che riaccada. Più che un disagio, gli attacchi di panico sono un disturbo. Da cui si può uscire. Come ci spiega la psicologa

Le emozioni sono una conseguenza dei pensieri. Se formuliamo pensieri razionali, realistici e adattivi, proviamo emozioni funzionali, se pensiamo invece in modo irrazionale e disadattivo proviamo emozioni disfunzionali, come ad esempio l'ansia. È il paradigma da cui partire per affrontare i disturbi di attacchi di panico, secondo il modello cognitivo-comportamentale.

Se trascurato, il disturbo di attacchi di panico, può sfociare in depressione. E quindi, ad un problema se ne associa un altro.

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