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Benessere, il prezzo della felicità 

Un economista australiano ha fatto "i conti in tasca" agli eventi lieti e tristi della vita. Scoprendo che, a volte, la felicità... vale molto poco

di Francesca Pace  - 18 Novembre 2009

In tempi di crisi economica ci siamo abituati a calcolare il costo di ogni cosa. E anche la felicità, che da sempre non ha prezzo, adesso ce l'ha. A calcolarne il valore economico è stato l'economista australiano Paul Frijters. Per il suo studio, durato otto anni ha seguito e studiato la vita di 10mila persone valutandole da un punto di vista economico. Paul Frijters ha calcolato, cioè, il costo di eventi felici - come un matrimonio o la nascita di un figlio - rispetto a quelli infelici, come un divorzio o un lutto. Concludendo che i primi hanno meno valore (in termini economici ovviamente!) rispetto ai secondi.Il costo economico di queste esperienze, inoltre, sarebbe diverso tra uomini e donne. Gli uomini, infatti, sono molto più esaltati da eventi felici e molto più depressi per quelli tristi rispetto alle donne. "Per un uomo australiano un matrimonio vale circa 19 mila euro, mentre per le donne vale solo la metà. Gli uomini, inoltre, sono molto più colpiti da un divorzio (che per loro vale una perdita di 68 mila euro) rispetto alle donne (che ne perderebbero solo 5.000)", ha spiegato Frijters in una intervista al Sydney Morning Herald .

Diverso è anche il costo tra la vita e la morte. Per un uomo la nascita di un figlio vale 20 mila euro, un lutto una perdita 370 mila euro. "Gli essere umani tendono a valutare più le perdite che i guadagni: la felicità, rispetto alla tristezza, vale molto poco", ha concluso.

Insomma, a volte la felicità... vale molto poco!

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