Una bocciatura per crescere 

Se un figlio deve ripetere l’anno non facciamone un dramma. Certo, però, qualcosa nel suo modo di studiare e di affrontare le difficoltà va cambiato

di Paolo Landi  - 30 Giugno 2010
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La bocciatura oggi non è più una sorpresa per la famiglia. Quasi ogni scuola media e superiore ha un sito al quale i genitori possono accedere tramite una password e controllare, in tempo reale, i voti riportati alle interrogazioni dei figli. Se mamma e papà non sono tecnologici o la scuola non dispone di questa possibilità, quasi sempre il preside si premura di avvertire tramite lettera che il ragazzo o la ragazza stanno per essere bocciati. La pagella del primo quadrimestre costituisce poi un indizio del quale sarebbe sciocco non tenere conto. Ci sono quindi tutte le condizioni per non cadere dal pero visto che parecchi segnali di allarme vengono attivati dalla scuola prima di arrivare alla dolorosa decisione di far ripetere l’anno a un suo studente. La bocciatura è umiliante, per il ragazzo e per i suoi familiari, è oggettivamente una seccatura, è spesso anche un problema economico.

Come reagire dunque a questa piccola catastrofe? Non drammatizzare è la prima regola. Prima di tutto perché è inutile accrescere il disagio. Conviene invece farsi un bell’esame di coscienza cercando di capire le ragioni per cui, a un certo punto, nostro figlio ha mollato lo studio e noi abbiamo mollato lui. Perché è sicuro che lo abbiamo mollato, abbiamo smesso di interessarci veramente a cosa stava facendo, limitandoci a quelle domande formali «Hai studiato? Hai fatto i compiti?» che articoliamo così, tanto per fare, senza nemmeno aspettare una risposta. Non sempre un ragazzo che smette di studiare vuole attirare l’attenzione della famiglia, spesso è solo svogliato, poco organizzato, poco incline a rendere produttivo  il tempo che passa davanti a un libro.

La lezione più importante. I genitori dovrebbero insegnargli prima di tutto questo: studiare è un modo per imparare a concentrarsi, un allenamento alla fatica e, di conseguenza, la maniera migliore per costruirsi un carattere forte, utile ad affrontare la vita. Il ragazzo deve capire che lo studio dà i suoi frutti se affrontato con serietà. Leggere a voce alta e ripetere con parole nostre cinque capitoli di storia è faticoso, ma è l’unico modo per impararli davvero. I problemi di matematica sono tutti uguali, bisogna farne parecchi però per capire come risolverli. Lo studio è organizzazione e un ragazzo che viene bocciato deve essere aiutato a comprendere questo. E a rendersi conto che la fatica si dimezza se ogni giorno se ne fa un po’, studiando un capitolo per volta.

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